|
||
cittadinanza > approfondimenti, resoconti, reportUna speranza per i profughi di PatrassoLa Corte europea dichiara ammissibili i ricorsi contro Italia e Grecia29 aprile 2009
La Corte europea per i diritti umani, con sede a Strasburgo, ha ritenuto ammissibili i ricorsi presentati da 35 profughi afghani e sudanesi. Questi migranti, infatti, si trovano a Patrasso, in Grecia, dove hanno subito detenzioni arbitrarie e violenze e non sono riusciti, come era loro diritto, a inoltrare richiesta di asilo politico. Gli stessi migranti, inoltre, sono tutti accomunati dal fatto di aver tentato di raggiungere l’Italia imbarcandosi dal porto di Patrasso, di nascosto, a bordo dei tir in transito verso le frontiere dell’Adriatico. In qualche modo, anzi, si può dire che l’Italia l’abbiano tutti raggiunta, anche se per poche ore, prima di venire respinti dalla polizia di frontiera, rinchiusi in una cabina attrezzi della stessa nave con la quale erano arrivati. Questi respingimenti sono tutti avvenuti “senza formalità”, non rispettando alcuna delle leggi che dovrebbero regolare il comportamento dei rappresentati dello Stato di fronte alla presenza di persone che richiedono asilo o, in ogni caso, di esseri umani che devono comunque vedersi riconosciuti, in ogni circostanza, i propri diritti fondamentali. Dopo un lungo periodo di silenzio, in cui porti come quello di Venezia sono rimasti zone extraterritoriali all’interno delle quali tutto questo avveniva senza suscitare alcuna reazione, nell’invisibilità, la situazione sembra oggi finalmente cambiata. Quando nel dicembre del 2008 Zaher, un ragazzino afghano di 13 anni è morto schiacciato sotto il tir dentro il quale si era nascosto, la rete ha chiesto a tutti di porsi una domanda sola, che andasse oltre la commozione di un momento: perché un minore in fuga dalla guerra si nascondeva dalla polizia italiana? La risposta veniva da sé: perché la polizia italiana, spesso, respinge i minori in fuga dalla guerra senza neppure chiedere quanti anni abbiano, esattamente come respinge i profughi in cerca di rifugio senza permettere loro di raccontare il motivo della fuga. Eppure, che in Grecia non si debbano più rimandare potenziali richiedenti protezione internazionale, che lì i diritti di queste persone siano calpestati quotidianamente, lo hanno affermato l’Acnur e Amnesty International, Human Rights Watch e Pro Asyl. Di recente, inoltre, persino il rapporto Hammemberg, della Commissione europea, ha denunciato le gravi violazioni greche in materia di asilo e tutela dei migranti. La rete di associazioni veneziane ha allora compreso che era arrivato il momento di percorrere a ritroso il viaggio delle persone respinte per riuscire a ridare loro un nome e una storia, e la possibilità di difendere i propri diritti. Per questa ragione, nel febbraio del 2009, una delegazione si è recato a Patrasso e, in un clima irrespirabile, nella situazione di estrema difficoltà in cui sono costretti a vivere i profughi che hanno raggiunto quella città, ha raccolto le loro storie, i loro nomi, le loro immagini. Il governo italiano e il governo greco sono ora sotto inchiesta. Qualcuno dovrà rispondere di tutto quello che sta avvenendo in Grecia ai danni di profughi in cerca di asilo, e in Italia quando queste persone, stremate, cercano di chiedere protezione e vengono illegalmente respinte. Tra i ricorrenti ci sono moltissimi minorenni, bambini che hanno attraversato cinque paesi e sono stati detenuti due,tre, quattro volte. Bambini che, come gli adulti che si trovano con loro a Patrasso, rischiano ogni giorno la deportazione verso la Turchia e da lì indietro in Afghanistan, dove li aspetta la violenza fanatica e senza limiti dei Taliban, le persecuzioni del governo karzai che li considera dei traditori perché sono stati avvicinati dai Taliban, o la morte sotto il fuoco occidentale che da anni non abbandona quel paese. Il lavoro di poche persone che hanno creduto di poter cambiare le cose ’dal basso’, che non hanno accettato che tutto questo avvenisse a un passo da loro, ha portato a disvelare una realtà che si voleva lasciare sommersa. Durante l’assemblea cittadina del 31 marzo, lo stesso giorno in cui un editoriale di Gian Antonio Stella denunciava la pratica di questi respingimenti anche ai danni dei bambini, lo stesso sindaco Cacciari ha dichiarato, di fronte alle immagini girate dalla delegazione a Patrasso, che "la situazione al porto di Venezia, come è stato documentato, è chiaramente illegale e fuori controllo". La Corte europea ha ritenuto necessario procedere per accertare la verità. È solo l’inizio ma, almeno per oggi, è possibile essere ottimisti. Alessandra Sciurba Vedi anche: |
||