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cittadinanza > approfondimenti, resoconti, reportTreviso - I migranti protestano. Il Questore minaccia la revoca dei permessi di soggiornoLibertà di movimento e leggi sull’immigrazione. La maglia stretta dei diritti e delle libertà22 maggio 2009Non è sufficiente il pacchetto sicurezza, un giro di vite senza precedenti sulla pelle dei migranti. Il 19 maggio a Roma si è riunita la Commissione Nazionale Asilo convocata per l’avvio del procedimento di revoca dello status di rifugiati contro i migranti che nelle scorse settimane hanno dato vita alle mobilitazioni nella metropoli milanese. L’esito del procedimento sarà reso noto tra circa un mese. A Treviso il Questore della città simbolo delle nefandezze della Lega Nord ha annunciato che contro i manifestanti che hanno preso parte al corteo dello scorso sabato 16 maggio verrà valutata l’ipotesi di revoca del permesso di soggiorno. La normativa sull’immigrazione, il razzismo, sono fatti di estrema attualità in questo paese, sotto i riflettori internazionali per la violazione delle leggi internazionali in materia di asilo, respingimenti, ma anche per un diffuso razzismo che, dentro la crisi e grazie alle tensioni tutte interne al corpo sociale, è diventato il cavallo di battaglia del Carroccio che si è fatto Stato. Non solo leggi ingiuste quindi, ma anche e soprattutto controllo sui corpi, sulle menti, minaccia, delazione diffusa, attacchi alle possibilità del dissenso. A Treviso il Questore ha notificato per il prossimo venerdì 22 maggio un invito a comparire ad uno dei migranti protagonista delle mobilitazioni dello scorso sabato. Altri 100 sono indagati. In questo scenario un ruolo decisivo è stato giocato dal sindacato confederale, la CGIL locale che dopo le proposte di rimpatrio degli operai della De Longhi licenziati e di sospensione del decreto flussi, nella giornata di sabato ha diretto le operazioni della Questura contro il corteo convocato dall’Adl Cobas e delle reti migranti di Treviso. La ricostruzione dei fatti Nei giorni seguenti il Questore Damiano ha annunciato la convocazione dei migranti in corteo per valutare la revoca del permesso di soggiorno, per manifestazione non autorizzata.
Non è il caso comunque del corteo di sabato che aveva ogni autorizzazione da parte della Questura.
Ricordiamo che la legislazione in vigore non prevede la revoca del permesso di soggiorno se non in casi specifici tra i quali non è menzionata la manifestazione non autorizzata. Non si tratta più di una questione di polemica, anche dura, con i sindacati confederali o tra gruppi diversi: si tratta della messa in discussione di un fondamento della democrazia, il diritto a manifestare. I cittadini migranti devono poter esercitare i loro diritti in modo libero, aperto e democratico. Il Questore, nella città di Gentilini, ha alzato il tiro con una minaccia di tipo autoritario, in un momento in cui, con la crisi mondiale, tutto fa prevedere che le manifestazioni e le proteste saranno destinate ad aumentare.
Per sabato 23 maggio alle ore 16.00 è prevista una conferenza stampa lanciata dall’Adl Cobas Treviso presso la sede ADL in Vicolo Marco Polo, 6 - Treviso. |
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