|
||
attualità > rassegna stampa«Neri, puzzate». E usa lo sprayUno studente nell’aula Tito Livio chiama anche la polizia perché l’aria non è respirabileda Il Mattino di Padova del 30 giugno 200930 giugno 2009Il preside Riccamboni: fatto grave, ora indagherò «E’ successo venti giorni fa: mi stavo dirigendo all’aula studio di Galleria Tito Livio, dove di solito vado a studiare quando, fuori dall’ingresso, ho visto dei poliziotti che cercavano di sedare un botta e risposta concitato tra un gruppetto di ragazzi neri e un altro di italiani». Le reazioni. In aula studio, non si parla d’altro. «Un’offesa gravissima - punta il dito il somalo Ahmed Nurosman, di Relazioni internazionali - Un fatto non permissibile, a maggior ragione se si considera che quel ragazzo studia diritti umani: dovrebbe essere più sensibile di altri ai temi dell’integrazione». «Non mi è piaciuto per niente, è un fattaccio» aggiunge il togolese Credo Hossemey, iscritto a Ingegneria delle telecomunicazioni. «Non mi sarei mai immaginato che una cosa del genere potesse succedere; finora, non siamo stati vittime di comportamenti razzisti nei nostri riguardi» continua Leleng, ingegnere biomedico nativo del Togo pure lui. Il preside. «Se veritiero - commenta cauto Gianni Riccamboni, preside di Scienze politiche - si tratta di un fatto inqualificabile e inaccettabile. Molto grave». Prima di passare ai provvedimenti disciplinari, vuole prove certe: «Invito i testimoni a venire da me per verificare l’episodio nei dettagli e da più punti di vista, poi procederò. Senza timori». L’aula studio. Spaziosa, conta circa 200 posti; l’aula studio di Galleria Livio è aperta dal lunedì al venerdì (8.30-23), il sabato (9-23) e la domenica (9-19). Vi studiano ragazzi di tutte le etnie, iscritti a Scienze politiche, Psicologia, Lettere, Ingegneria, Farmacia e Medicina. Finora, a detta dei testimoni, non vi si erano mai verificati episodi di discriminazione razziale. |
||