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cittadinanza > Comunicati stampa e appelliPrimo Marzo 2010 - Un giorno senza di noiCosa fare il primo marzo? Cosa può essere uno sciopero oggi? Spazio alla creatività. Invia i tuoi contributi al Progetto Melting Pot Europa (primomarzo2010@meltingpot.org)13 gennaio 2010
Il Primo Marzo 2010 sarà una giornata speciale. Melting Pot Europa vuole contribuire a questa giornata promuovendo le iniziative che si stanno articolando intorno alla data del Primo Marzo 2010 e cercando di collaborare alla costruzione collettiva di questo percorso inedito, a questa sfida che assomiglia ad un sogno a cui noi tutti vogliamo credere intensamente. Il dibattito è acceso e assolutamente stimolante. E ancora, cosa significa un giorno senza di noi quando è la crisi ad espellere i lavoratori dal mercato del lavoro? E’ immaginabile uno "sciopero" dei soli migranti o forse l’orizzonte a cui guardare è quello che coinvolge noi tutti, così come il razzismo, la precarietà, le politiche discriminatorie sull’immigrazione, coinvolgono a pieno le nostre vite, interrogando la società nel suo complesso e non solo i migranti stessi? Il dibattito è aperto ed invitiamo chiunque voglia proporre riflessioni e contribuire alla costruzione di questo pensiero collettivo sul Primo Marzo 2010 a scrivere all’indirizzo di posta elettronica primomarzo2010@meltingpot.org. ECCO I CONTRIBUTI ALLA DISCUSSIONE Padova, Primo Marzo 2010 – Perchè noi ci saremo? Sabato 20 febbraio ci siamo riuniti insieme ad oltre 200 cittadini stranieri ed italiani provenienti da tutta la Provincia, per dare vita all’ultima assemblea cittadina del Comitato Primo Marzo 2010 di Padova. La parola d’ordine è stata sciopero, ma non solo quello classico, non solo quello che prevede l’astensione dal lavoro. Perchè in questo paese diamo molto di più del nostro semplice apporto lavorativo, molto di più di ciò che è stabilito dal contratto, molto di più delle ore che ci vengono pagate. Per questo, di fronte a questa crisi, di fronte a queste leggi ingiuste e discriminatorie come il pacchetto sicurezza ed alla legge Bossi Fini, davanti alle continue divisioni che vengono prodotte in questa società, abbiamo scelto di mobilitarci. Ma non da soli, non solo noi stranieri, perchè sappiamo che insieme, migranti e italiani, precari e disoccupati, di ogni nazionalità e provenienza, siamo il motore di questa società. E’ per questo che abbiamo scelto di NON organizzare uno sciopero dei soli immigrati, ma invece una mobilitazione contro la crisi e la precarietà, per i diritti di tutti e contro il razzismo. Perchè il nostro futuro dipende dalla capacità e dalla possibilità di costruire una società nuova... insieme e per tutti. continua » Lettera dei/delle docenti universitari/e contro il razzismo a sostegno del primo marzo, “una giornata senza di noi” Noi docenti precari/e e docenti non precari/e delle università italiane abbiamo deciso di aderire alla giornata del primo marzo, “una giornata senza di noi”, presentando ai nostri studenti e alle nostre studentesse, dove possibile anche durante le ore di attività didattica nei giorni che precedono il primo marzo, dapprima la lettera dei lavoratori africani di Rosarno, riunitisi in assemblea a Roma alla fine di gennaio, e poi il testo che leggeremo alla fine della loro lettera e invitandoli/e a partecipare alle iniziative della giornata. continua » Venezia - Perché il primo Marzo. Cosa vogliamo Se vi guarderete intorno, in questi giorni di fine febbraio e nel primo giorno di marzo, vedrete qualcosa di nuovo muoversi tra le vostre strade, nelle vostre piazze, nei mercati, dentro le scuole, nelle università. In tutto il paese, da Palermo a Venezia, da Treviso a Bari, da Trieste a Roma, una moltitudine di persone e di gruppi si sta organizzando per Esserci. Questa idea nasce da lontano: il primo maggio del 2006 i Latinos negli Stati Uniti decisero di scioperare tutti insieme per protestare contro le condizioni di clandestinità cui erano costretti. Fu così che l’economia del paese più potente del mondo si fermò per 24 ore e i migranti si riversarono nelle piazze affermando la propria fondamentale presenza.A distanza di cinque anni anche anche l’Europa vivrà “un giorno senza di noi”. In Francia e in Spagna, in Grecia e qui in Italia, il primo marzo del 2010 sarà una giornata particolare. Non si tratta soltanto di una protesta: non siamo semplicemente “contro”.continua » Roma, 1 marzo 2010 - Lezioni di clandestinità Siamo tutti clandestini. Siamo tutti antirazzisti, oltre la retorica della solidarietà. La crisi e i suoi effetti sempre più concreti non fanno altro che scoperchiare il vaso di Pandora. Dai migranti espulsi a fucilate perché schiavizzarli non serve più, ai maestri lasciati a casa perché sono troppi, ai precari che vedono sfumare ogni possibilità di reddito, agli studenti che vedono svanire ogni possibilità di futuro degno. Troppi, siamo troppi, nelle scuole e nei posti di lavoro e qualcuno va messo fuori dal gioco. Cosi diventiamo clandestini, ricattabili, pericolosi, così ci vogliono divisi, in competizione, diffidenti. Noi la crisi non la paghiamo. Primo Marzo a Venezia, Mestre, Marghera Ci siamo ritrovati in cento martedì 9 febbraio alla Municipalià di Marghera, per organizzarci in vista del Primo Marzo - Un giorno senza di noi qui a Venezia. Tanta la voglia di partecipare e di concretizzare le idee per avere visibilità, consapevoli dell’unicità del territorio in cui viviamo: abbiamo provato a mettere insieme diverse proposte per comunicare a tutti, a Mestre, a Marghera e in centro storico, l’importanza della giornata del Primo Marzo e abbiamo individuato 3 momenti continua » Primo Marzo 2010 - Solo il razzismo ci è straniero Come insegnanti, genitori e studenti vogliamo lanciare un appello alla partecipazione al fianco delle nostre sorelle e dei nostri fratelli migranti e dei loro figli e figlie alla giornata nazionale del primo marzo contro il razzismo e le discriminazioni. Padova - Migranti, migliaia in corteo «Sciopero per un giorno» Ventiquattr’ore di passione per cooperative della logistica, imprese di pulizie, istituti scolastici ma anche esercizi commerciali in genere. Il prossimo 1 marzo anche Padova parteciperà allo sciopero nazionale dei lavoratori stranieri ma non solo. In migliaia, italiani e immigrati, si daranno appuntamento davanti alla Prefettura in piazza Antenore. Obbiettivo «Far vedere con un’azione concreta il peso nostro e in generale quello di tutti i precari nella società italiana, che senza l’apporto di tutti è destinata a bloccarsi» spiega Barack, lavoratore della logistica e sindacalista Adl Cobas. Proprio la condizione di precarietà porterà molti stranieri a non poter scioperare, per timore di ritorsioni da parte del datore di lavoro. «Ma tutti troveranno il modo di far sentire la propria voce» spiega Nicola Grigion di Adl Cobas, tra i promotori della manifestazione. Così le madri di studenti stranieri non manderanno i propri figli a scuola, lo sciopero dei consumi sarà generalizzato, i negozi di alimentari, i phone center e gli etnici in genere terranno aperto ad oltranza per invitare il maggior numero di cittadini italiani a entrarvi e conoscerli, i venditori ambulanti senegalesi usciranno “allo scoperto” davanti alla Prefettura, «finalmente senza timore di essere seguiti e identificati dalla polizia» spiega Luca Bertolino di Razzismo Stop. «La protesta non vuole essere uno “sciopero etnico” perchè a fare le spese della crisi economica siamo tutti noi precari e non solo gli stranieri, che spesso ci ostiniamo a chiamare stranieri dal colore della pelle ma che il più delle volte vivono in Italia da 10, 20 anni o addirittura ci sono nati» continua » Cgil, Cisl e Uil, no allo sciopero Immigrati: «Si farà lo stesso» Ieri sera una riunione con i rappresentanti dei confederali nella sala dei padri Saveriani. 27 febbraio niente acquisti e i bimbi a casa da scuola. Il 1 marzo astensione dal lavoro con fiaccolate e manifestazioni in città. I sindacati: «Attenti, pericoloso non lavorare». Rosarno, Italia, Mondo Siamo dei cittadini italiani residenti in Francia e dei cittadini francesi che si occupano, professionalmente, dell’Italia. Per questo, di fronte ai fatti accaduti a Rosarno esprimiamo la nostra indignazione. Gli immigrati di Rosarno, come tutti i migranti nel mondo, costituiscono un vero e proprio esperimento biopolitico per i poteri. Prima sono ammassati in condizioni disperate, poi sono sfruttati implacabilmente sul posto di lavoro, infine sono espulsi vergognosamente verso destinazioni misteriose. A queste tre fasi, ordinarie, nella vita di un immigrato, se ne aggiunge spesso, soprattutto negli ultimi tempi, un’altra. Gli immigrati sono vittime di una vera e propria caccia all’uomo: seguiti, pedinati, braccati, bastonati, finalmente uccisi o espulsi. E’ successo altrove, in Spagna o alla frontiera messicana, si è ripetuto a Rosarno. continua » Una colonna sonora per il 1Marzo "24h senza di noi" Questo è un appello agli "artisti" lanciato da Militant A attraverso le pagine di Globalproject.info, a mettersi in rete e costruire insieme una colonna sonora che sia dentro e per il primo marzo, la giornata di “24h senza di noi” lo sciopero dei migranti in Italia. Aderire come singoli, gruppi, collettivi, autori e interpreti per difendere il diritti di libertà di tutti, ma anche regalare un brano, una composizione, una canzone che costruiscano la colonna sonora di tutte le iniziative verso e del 1 marzo. Una colonna sonora che sia anche filmata e accompagnata da immagini che video maker, registi, fotografi e artisti visuali vogliano utilizzare e inviarci come contributo e adesione alla giornata del 1 marzo “24h senza di noi”. continua » Padova - Verso il 1° marzo "Un giorno senza di noi" Sabato 23 gennaio 2010 si è svolta presso la sede dell’Associazione Razzismo Stop in Via Gradenigo a Padova la prima assemblea del Comitato 1 marzo Padova. La FNSI appoggia Primo marzo 2010 La federazione nazionale della Stampa considera l’iniziativa come un’opportunità in più per qualificare l’informazione in direzione di una rappresentazione corretta dei bisogni della società contemporanea, di una società che ha necessità di integrazione, di promuovere e far crescere la cultura dell’accoglienza unitamente alla cultura della reciproca comprensione e conoscenza. Giornali e giornalisti devono essere testimoni dei fatti e degli eventi, ma anche protagonisti della vita sociale del Paese in cui abitano, e quindi aiutare con una informazione corretta gli stranieri e i lavoratori immigrati a capire e conoscere meglio la realtà in cui arrivano, che è fatta di usi, costumi e leggi. Questo vale anche per i nostri migranti, che vanno per le vie del mondo a cercare un lavoro e un futuro, ma vale anche per il migrante che arriva nel nostro Paese e che spesso noi trattiamo come trattarono noi all’inizio del secolo scorso, e questo è intollerabile. continua » Vicenza - 1° marzo in sciopero, «Fuori da fabbriche e scuole» Gruppi e associazioni si stanno ancora organizzando. E intanto l’Unione ha deciso. Il 27 febbraio sciopero della spesa. Una manifestazione partirà da Montecchio e arriverà in città. Giallo il colore dell’evento Non ci sono solo gli schiavi di Rosarno. Il pianeta immigrati ha tanti e tali problemi che nemmeno "gli abitanti" riescono a mettersi d’accordo tra loro. Comitati, gruppi, alleanze. La sensazione rimane sempre la stessa: ognuno va per strade diverse perché le idee e le iniziative sono ancora in alto mare. Ad organizzare l’incontro nella Casa per la Pac, ieri, era il Coordinamento stranieri guidato da Nyrou Morteza, iraniano, storico protagonista delle battaglie sull’integrazione. continua » Rimini - Verso il 1° marzo "Un giorno senza di noi" Con la riunione di domenica 17 gennaio è nato ufficialmente il comitato provinciale del primo marzo 2010. Si occuperà dell’organizzazione e della preparazione della giornata dello sciopero generale degli immigrati, indetto in Italia e in Francia. “24 ore senza noi” è il titolo dell’iniziativa. I componenti del comitato, formato da rappresentanti della comunità straniere e da volontari italiani che condividono l’iniziativa, hanno programmato diversi eventi per la prossima settimana....continua Assemblea delle realtà migranti e antirazziste: cosa è stato deciso «Le drammatiche vicende di Rosarno sono un’espressione dell’offensiva razzista e contro i diritti dei lavoratori in corso nel nostro paese. L’assemblea solidarizza con le ragioni che hanno spinto gli immigrati di Rosarno a ribellarsi reagendo allo sfruttamento, alla criminialità organizzata e agli attacchi razzisti. La politica repressiva del Governo colpisce gli immigrati e alimenta xenofobia e razzismo nella nostra società. Queste vicende rafforzano l’esigenza di costruire una rete permanente di collegamento tra le diverse realtà di migranti e antirazziste sulla base della piattaforma del 17 Ottobre per rendere più stabile e efficace l’iniziativa. continua » Perchè i sindacati appoggiano il primo marzo ma non lanciano lo sciopero? Gentile redazione, Il primo marzo 2010 può diventare una giornata straordinaria Dopo i fatti di Rosarno, tutti hanno visto la violenza con cui la mafia e lo stato hanno regolato il bisogno di forza lavoro bracciantile nei campi della Calabria. Vediamo tanta sofferenza e tanta violenza in tutti i nostri territori, quando migliaia di persone sono precarie nel lavoro, nel reddito, nel diritto alla casa od all’istruzione: i migranti sono la punta estrema della precarietà in quanto la loro stessa esistenza può essere dichiarata “illegale”, perché diventano immediatamente da disoccupati a criminali. Lo sciopero che fa tremare i sindacati Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ha appena scritto una lettera ai sindacati dei paesi europei ed africani. La stessa, in queste ore, sta circolando nelle e-mail delle principali camere del lavoro sparse sul territorio, come per tirare su il morale alla «truppa» in un momento piuttosto difficile. Primo Marzo, un pò di idee Gentili, Io sono Rossi Giulia, residente a Padova, amministratrice del sito Segnaliamo il razzismo insieme ad altri giovani che come me "non ci stanno" a vedere e sentire più la mancanza di dignità con cui le persone provenienti da altri paesi sono trattate. continua » Da Verona verso il Primo Marzo 2010 Il Comunicato e le riflessioni di Cittadinanza Globale La tragica, recente vicenda di Rosarno allude a due cose, evidentemente. La prima: all’esistenza di un razzismo di stato diffuso nel nostro paese. Diffuso dalla retorica politica della sicurezza, dagli apprendisti stregoni della paura, quelli che hanno voluto a tutti i costi le ronde spiegandoci che esse sarebbero state volute dalla cittadinanza e organizzate in forme perfettamente legali. Che la cittadinanza le volesse ben poco, lo dimostra il fatto di come il reclutamento sia andato deserto. Di come i soldi stanziati per esse, a dispetto dei tagli nel frattempo prodotti al sociale, alla scuola e alla cultura, fossero del tutto inutili. continua » Immigrati: il sindacato vieta lo sciopero ai negri Gli stranieri che lavorano in Italia vorrebbero incrociare le braccia il primo marzo per far vedere quanto contano. Treviso - La Lega con Khezraji: no allo sciopero degli stranieri «I nostri immigrati prendano esempio da Abdallah Khezraji». Sciopero degli stranieri - Treviso: campagna nazionale ma qui non fa proseliti Una giornata senza stranieri? Nella Marca è impossibile solo pensarvi: si bloccherebbero ospedali, ristoranti, distributori, cantieri edili, laboratori artigianali, fabbriche e famiglie. Devono aver pensato così le organizzazioni del coordinamento immigrati che hanno deciso di non aderire alla proposta di «sciopero degli stranieri» lanciata in tutta Italia dal Comitato primo marzo. Se lo sciopero dei migranti spiazza i sindacati di base Starci, oppure no. Starci, «ma con modalità da definire». Starci, ma solo per un’adesione di facciata. Insomma, ma come si fa ad aderire a uno sciopero senza scioperare? Questo dilemma - perché tutti sono d’accordo nel dire che a Rosarno è accaduto l’indicibile, e ci mancherebbe altro... - sta mettendo in imbarazzo tutte le organizzazioni sindacali. Sono loro ad essere a stretto contatto con il mondo del lavoro, eppure sono proprio loro che forse non riescono a cogliere quanto questo mondo sia più composito rispetto alle realtà pur importanti dove il sindacato ha ancora spazi di agibilità. O, se non altro, a non cogliere la portata storica del primo sciopero degli immigrati in Europa. continua » Primo marzo, un giorno senza migranti «Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno? E se a sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo?». La giornata senza immigrati arriva anche in Italia, buttata lì da Emma Bonino, concretamente lanciata da quattro donne (di cui tre immigrate) e portata alla ribalta, «nostro malgrado» dicono loro, dai fatti di Rosarno. Astensione dal lavoro per chi potrà permetterselo, sciopero dei consumi come alternativa, «20 mila contatti su facebook non sono una stima realistica, lo sappiamo», dicono le organizzatrici, «ma accanto allo sciopero ci sono molte forme di partecipazione, e quindi il primo marzo potrà anche non fermarsi il paese, l’importante sarà che arrivi un segnale». Soprattutto dopo Rosarno. continua » |
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