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cittadinanza > Comunicati stampa e appelliPrimo Marzo 2010 - Solo il razzismo ci è straniero8 febbraio 2010Come insegnanti, genitori e studenti vogliamo lanciare un appello alla partecipazione al fianco delle nostre sorelle e dei nostri fratelli migranti e dei loro figli e figlie alla giornata nazionale del primo marzo contro il razzismo e le discriminazioni. La scuola pubblica è il luogo fondante dell’accoglienza, è il luogo di incontro tra persone, tutte diverse tra loro, e tra culture, è il luogo dell’apprendimento e dello scambio di esperienze. È il luogo in cui la crescita serena di ognuno è la condizione della crescita degli altri. È il luogo fondante del nostro futuro dove si devono costruire le condizioni per superare le disuguaglianze e gli svantaggi che sono ostacolo alla libertà di tutte e tutti, che siano nati in Italia o in altre terre. Per questo rifiutiamo qualsiasi norma, qualsiasi comportamento, qualsiasi disegno politico o ideale che divida le persone, a cominciare dai bambini, sulla base della loro origine etnica e respingiamo ogni atto discriminante sia stato compiuto e si voglia compiere contro alunne ed alunni delle nostre scuole, come gli arbitrari tetti di frequenza e sezioni subdolamente create per soli immigrati. Pensiamo invece che la presenza delle alunne e alunni migranti possa essere un’occasione straordinaria di crescita, soprattutto se alle nostre scuole saranno date tutte le risorse economiche, di tempo, e di insegnanti necessarie per costruire, giorno per giorno, una politica di convivenza, di scambio e di relazione viva tra le persone che saranno il nostro domani. L’impoverimento della scuola, al contrario, è la prima forma di razzismo, perché trasforma le differenze in disuguaglianze e la disuguaglianza porta alla separazione e alla discriminazione. Per questo il primo marzo 2010 sarà per noi una giornata di sciopero civile! Parteciperemo e faremo da tramite per informare i genitori tutti delle iniziative che prenderanno forma nei nostri territori Saremo ovunque visibili e solidali insieme ai nostri concittadini e concittadine migranti, alle loro figlie e ai loro figli.
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