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cittadinanza > approfondimenti, resoconti, reportAccesso negato al CIE di Bologna, una circolare ministeriale sospende il diritto di visitaIl Ministero dell’Interno dirama una circolare che impedisce l’ingresso ai centri di identificazione ed espulsione2 aprile 2011Mentre gli attivisti della campagna Welcome! si preparavano a fare ingresso assieme ad avvocati e consiglieri regionali nel CIE di Bologna, il Ministero dell’Interno diramava una circolare secretata che impedisce l’accesso negli stessi centri a chi, fino ad allora, vi era legittimato. In occasione della giornata di oggi contro la guerra in Libia, l’ingresso al CIE significava la possibilità di monitorare le condizioni dei cinquanta tunisini detenuti presso la struttura di via Mattei. I migranti erano stati trattenuti a seguito dello sbarco nell’isola di Lampedusa; se ne constatava la presenza in occasione dell’incursione al CIE dello scorso primo marzo. Senza essere stati espulsi, di fatto i migranti in fuga dai regimi destabilizzati del Maghreb vengono trattenuti da irregolari. Nella giornata di oggi, nonostante le formali richieste di ingresso avanzate in settimana da operatori di sportelli legali, avvocati e consiglieri regionali, gli stessi hanno poi riscontrato un secco no all’ingresso della struttura. Il diniego è stato motivato a fronte di una circolare diramata il giorno precedente dal Ministero dell’Interno, la quale pone un divieto di accesso generalizzato e indeterminato nel tempo, salvo ai membri delle organizzazioni umanitarie più rappresentative come l’UNHCR e Amnesty International. Tuttavia, nonostante il sollecito intervento del portavoce di Terres des Hommes Prof. Salinari la cui associazione è accreditata presso le Nazioni Unite, la direzione del CIE si è comunque opposta perchè la richiesta di quest’ultimo non era stata precedentemente formalizzata. Sportello Migranti TPO |
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