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cittadinanza > approfondimenti, resoconti, reportRapporto sui CPT in Italia curato da Medici Senza Frontiere21 gennaio 2004Per la prima volta un’organizzazione umanitaria indipendente e imparziale ha realizzato un monitoraggio completo di tutti gli undici Centri di Permanenza Temporanea (Cpt) italiani e dei cinque Centri “ibridi” destinati all’Identificazione dei richiedenti asilo. La ricerca, condotta nel corso del 2003, si è concentrata sulla valutazione di: assistenza sanitaria, strutture di accoglienza, rispetto dei diritti umani e delle procedure ed, in generale, gestione dei centri. Nel rapporto Msf sottolinea alcune gravi violazioni dei diritti umani e della dignità della persona, soprattutto riguardo alle strutture di accoglienza, all’assistenza sanitaria e al diritto d’asilo. “La politica italiana sull’immigrazione mostra gravi lacune e il rapporto stilato da Medici Senza Frontiere, in questo senso, è molto chiaro” – afferma Loris De Filippi, Responsabile dei Progetti Italiani di Medici Senza Frontiere (MSF) – “MSF chiede quindi al governo italiano ed alla società civile di istituire un’authority indipendente ed imparziale in grado di monitorare il rispetto dei diritti umani, l’assistenza sanitaria e le procedure per l’asilo all’interno dei centri”. I Cpt sono stati istituiti nel 1998 dalla legge Turco-Napolitano e successivamente confermati dalla Bossi-Fini. Il fine dei Cpt è identificare gli stranieri intercettati sul territorio italiano privi di regolare permesso di soggiorno in vista del rimpatrio. Il tempo massimo di trattenimento oggi è di 60 giorni.
Interverranno: **** Medici Senza Frontiere è un’organizzazione umanitaria internazionale imparziale, indipendente e neutrale. Dal 1999 Msf-Missione Italia lavora nel nostro paese sul tema dell’ immigrazione. Missione Italia è impegnata nel garantire accesso alle cure essenziali per gli stranieri privi di permesso di soggiorno. MSF-Missione Italia svolge inoltre un’attività di lobbying sul governo italiano per problematiche legate ai richiedenti asilo ed ai rifugiati. |
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