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Padova - Appello per la cancellazione dell’ordinanza del Sindaco Bitonci

Un provvedimento discriminatorio, escludente, che produce un ingiustificato allarme sanitario

20 ottobre 2014

L’ultima ordinanza emessa dal Sindaco di Padova Massimo Bitonci segna un passaggio particolarmente grave.
Non solo chiunque non sia cittadino padovano, o viva in condizioni di povertà, viene costantemente criminalizzato, talvolta come pericolo per l’incolumità pubblica, altre perché colpevole di sottrarre risorse alla comunità, ma ora, con un atto dal sapore medievale, anche come potenziale “untore”.

Il provvedimento firmato lo scorso 17 settembre recante “misure urgenti per il contrasto al diffondersi di malattie infettive” impone il divieto di dimora, anche temporanea, presso qualsiasi struttura di accoglienza del territorio comunale, alle persone prive di documenti di identità e di un certificato medico e obbliga al tempo stesso gli stranieri privi di permesso di soggiorno a sottoporsi a visite mediche, pena la segnalazione alle autorità competenti.

Già nei suoi “considerando” l’ordinanza del sindaco, che dovrebbe rispondere ad emergenze vere di carattere indifferibile ed urgente, rivela la sua natura discriminatoria. Secondo il testo, infatti, sarebbero i cosiddetti “profughi” in fuga dalla guerra il principale pericolo per la salute pubblica cittadina.

Le massime autorità sanitarie nazionali ed internazionali, hanno da tempo escluso la possibilità di diffusione del virus dell’ebola lungo le rotte a cui sono costretti i migranti che fuggono dalla guerra. Il viaggio infatti è lungo mesi e la malattia, che presenta un periodo di incubazione di circa 20 giorni impedirebbe loro di arrivare in Italia. Quanto invece alle più “comuni” malattie infettive elencate nell’atto va ricordato che si tratta di patologie casomai dovute alle condizioni disumane dei viaggi ed alle altrettanto indegne condizioni di vita a cui sono costretti i migranti in questo paese (come ricordano numerosi studi), per cui già esistono da tempo protocolli di intervento.
E’ invece l’ordinanza del sindaco con l’inutile allarme sanitario che ha lanciato, a mettere a rischio il funzionamento delle strutture sanitarie della città, con possibili gravi conseguenze su tutti i cittadini.

Perché vietare la dimora di chi, cittadino italiano o straniero che sia, ha semmai il diritto di curarsi, oltre ad essere un atto assolutamente inaccettabile, potrebbe avere il pericoloso effetto di dissuadere eventuali portatori di malattie a rivolgersi alle strutture competenti.

Perché il messaggio lanciato dal Sindaco con l’ordinanza, pur non prevedendo esplicitamente l’allontanamento di chi contrae una malattia, mette a serio rischio la possibilità di cura per vittime di tratta, minori e donne in gravidanza diffondendo paura.

Ma al di là dei suoi effetti “reali o presunti”, l’ultimo atto del Sindaco Bitonci, ha il sapore di un provvedimento razzista ed escludente.

Perché se vi fossero rischi di epidemie si tratterebbe semmai di potenziare il sistema di accoglienza che il Sindaco Bitonci si è rifiutato di concedere finora nei confronti di chi, dopo aver esercitato il legittimo diritto di fuga dalla guerra, cerca protezione in Italia o in Europa, come sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dalla Convenzione di Ginevra, tanto più oggi quando intorno ai confini dell’Unione Europea si stanno sviluppando conflitti senza precedenti.

Se le condizioni di vita possono portare a contrarre malattie, si tratterebbe semmai di rafforzare i tanti luoghi pubblici e non che offrono ricovero ed assistenza (sanitaria e non) a chi altrimenti non avrebbe accesso neppure ai più fondamentali diritti della persona.

Se le condizioni di viaggio avvengono in condizioni disumane e a rischio sanitario, si tratterebbe di istituire percorsi di accesso garantito e sicuro per chi fugge dai conflitti, per sottrarli alle mani dei trafficanti, al rischio di contrarre malattie, alla morte nel mare.

Se vi fosse un reale problema di mancanza di risorse per far fronte alla cura ed all’accoglienza, si tratterebbe di redistribuire più equamente e razionalmente la ricchezza, a fronte dello squilibrio sempre più evidente che caratterizza la società in cui viviamo

Per questo e per far fronte alla pericolosa escalation di provvedimenti escludenti e discriminatori che stanno caratterizzando l’azione dell’amministrazione cittadina, ora contro gli studenti, ora contro gli ambulanti, ora contro i “profughi”, ora contro i mendicanti, ora contro i negozianti, sosteniamo le iniziative per la cancellazione dell’editto sanitario del Sindaco.

Melting Pot Europa, Ass. Razzismo Stop Padova, A.S.G.I (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione), Associazione Giuristi Democratici, Associazione Antigone Veneto, Associazione per la Pace Padova, ISDE (Medici per l’ambiente) sezione di padova, ASU (Associazione Studenti Universitari), Cobas della Scuola Padova, ADL Cobas Padova, Associazione Popoli Insieme Padova, Cso Pedro, ASC (Agenzia Sociale per la Casa), BiosLab Padova, Associazione Ya Basta Padova, "L’Altra Europa con Tsipras comitato di Padova, Rifondazione Comunista Padova, La Voce che Stecca, AltrAgricoltura Nord Est..

... sotto le firme dei singoli cittadini sostenitori dell’iniziativa

Sostienti il ricorso contro l’ordinaza. Firma qui sotto. Verrai anche contattato perché, se tecnicamente possibile, potremmo impugnare l’atto collettivamente raccogliendo insieme il denaro per le spese vive legali