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UE-Turchia accordo vergognoso ed inaccettabile

20 marzo 2016

Si levano solo voci fortemente critiche in merito all’accordo tra l’Unione europea e la Turchia. Da più parti il negoziato è definito vergognoso ed illegittimo, stretto sulla pelle dei migranti, le vere vittime dell’ipocrisia dell’UE.
Proponiamo una raccolta di comunicati delle principali organizzazioni umanitarie.

CIR: UE-Turchia negoziato sulla pelle dei rifugiati

Per il Consiglio Italiano per i Rifugiati – CIR l’accordo appena concluso tra il Consiglio Europeo e la Turchia è un chiaro mercanteggiamento che si è concluso sulla testa e sulla pelle dei rifugiati.
“Così non si risolve ma solo si sposta la crisi europea dei rifugiati” dichiara Christopher Hein portavoce del CIR.
L’accordo prevede che da questa domenica, 20 marzo, tutti i “migranti irregolari” che arrivano in Grecia saranno espulsi in Turchia, dimenticando che la stragrande maggioranza di queste persone sono siriani, iracheni e afgani, quindi rifugiati.
Tutto l’accordo si basa sul riconoscimento della Turchia come “Paese terzo sicuro” o come “Paese di primo asilo” per quanti successivamente arrivano in Grecia. Crediamo che l’utilizzo di entrambe le definizioni non possa in nessun modo essere applicato alla Turchia. Un Paese che mantiene tutt’ora la limitazione geografica alla Convenzione di Ginevra, un fatto che esclude siriani, iracheni, afgani dal riconoscimento dello status di rifugiato non può evidentemente essere considerato un “Paese terzo sicuro” dove rinviare persone bisognose di protezione internazionale. Per quanto riguarda invece la considerazione della Turchia come Paese di primo asilo non crediamo che tale concetto si possa applicare a questo Paese visto che il livello di protezione che garantisce non è in alcun modo equivalente a quello prescritto dalla Convenzione di Ginevra e dagli altri strumenti di protezione internazionale previsti dalla normativa comunitaria.
“La grande preoccupazione del CIR è che questo accoda possa essere la causa dell’apertura di altre rotte, ancor più pericolose, che possono riguardare la Bulgaria, l’Albania e i Paesi del Nord Africa. Rotte che potrebbero avere conseguenze per il nostro Paese. La nostra esperienza ci dice, purtroppo, che misure così restrittive non impediscono ai rifugiati di arrivare, ma complicano e rendono ancor più insicuro il loro viaggio” aggiunge Hein.
È certamente positivo che l’accordo preveda l’attivazione di 54mila posti di reinsediamento di rifugiati dalla Turchia, già precedentemente decisi, e che annuncia un futuro programma di ammissione umanitaria senza specificarne tempi e modalità. Tuttavia, allo stato attuale, considerando la lentezza delle procedure e il fatto che esplicitamente gli Stati membri non sono obbligati a partecipare al programma di reinsediamento o ad aumentarne la propria quota, per i rifugiati oggi presenti in Turchia queste misure non rappresentano da subito una alternativa concreta.

www.cir-onlus.org

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MSF - UE-Turchia: l’accordo della vergogna

Dichiarazione di Loris De Filippi, presidente di MSF Italia

L’accordo con la Turchia dimostra ancora una volta come i leader europei abbiano perso completamente il contatto con la realtà. Il cinismo di questo accordo è evidente: per ogni siriano che dopo aver rischiato la vita in mare sarà respinto in Grecia, un altro siriano avrà la possibilità di raggiungere l’Europa dalla Turchia. L’applicazione di questo principio di porte girevoli riduce le persone a semplici numeri, negando loro un trattamento umano e il diritto di cercare protezione in Europa.

L’accordo UE-Turchia è la perfetta illustrazione di questo approccio pericoloso. Lo schema di ammissione volontaria proposto per i siriani in Turchia non è basato sui bisogni di assistenza e protezione di chi fugge dalla guerra, ma sulla capacità della Turchia di frenare le partenze verso l’Europa. Inoltre a prescindere dalla legalità di questo accordo, è lecito domandarsi se la scelta di respingere persone verso il paese che già ospita il maggior numero di rifugiati al mondo rappresenti davvero una strategia responsabile.

Di fronte alle ragioni di vita e morte di chi cerca protezione in Europa è vergognoso che il solo passaggio sicuro offerto dai leader europei sia condizionato al numero di persone che saranno respinte.
Allo stesso modo, anche l’assistenza umanitaria che l’Europa offre alla Turchia è null’altro che uno strumento per ottenere un “contenimento” del numero di rifugiati e migranti dalle proprie coste. Questo è del tutto inaccettabile. L’assistenza umanitaria dovrebbe essere basata sui bisogni delle persone, non sulle agende politiche dei governi.

Sarebbe davvero tempo che i governi europei iniziassero ad affrontare la realtà e, attraverso l’apertura di vie legali e sicure, offrissero una risposta responsabile, unitaria, umana e dignitosa all’inarrestabile richiesta di protezione e assistenza da parte di persone che fuggono da situazioni disperate.

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Migranti: Save the Children, estremamente delusi dall’accordo UE-Turchia. Devono essere protette le persone, non le frontiere

“Siamo estremamente delusi dalle notizie che emergono finora sull’accordo raggiunto tra Unione Europea e Turchia sulla politica del “uno in cambio di uno”. Devono essere protette le persone, non le frontiere. Questo accordo creerà solo maggiori incertezze per le migliaia di profughi che sono bloccati nel fango, al freddo e all’umido e che aspettano notizie dal vertice di oggi di Bruxelles”. Questo il primo commento di Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children, alle indiscrezioni sull’accordo appena raggiunto tra EU e Turchia per la crisi migranti.
Secondo quanto riportato, l’accordo assicurerebbe comunque ai migranti in arrivo in Grecia la protezione prevista dagli standard internazionali. “Si tratta di un segnale positivo, ma non è chiaro come questo potrebbe tradursi nella pratica. Girarci intorno e scaricare il problema sulla Grecia e la Turchia non allontanerà il problema, ma sarebbe necessario condividere le responsabilità”, continua Valerio Neri. “I leader europei devono invece concentrarsi su come aumentare il loro impegno sui ricollocamenti e la creazione di percorsi sicuri e legali per l’ingresso nell’Unione Europea”.

www.savethechildren.it

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Centro Astalli - Accordo Ue con la Turchia: “Non si tratta di merci ma di esseri umani. Accordo illegittimo”

Il Centro Astalli esprime seria preoccupazione per l’accordo raggiunto da UE e Turchia per far fronte alla cosiddetta crisi dei rifugiati.

Inaccettabile che si sia deciso di far rientrare in Turchia i migranti cosiddetti irregolari che hanno compiuto la traversata fino alle isole greche. Si tratta di una misura in aperta violazione delle norme internazionali.Ieri l’Europa ha sancito un accordo in cui il rispetto dei diritti viene usato come moneta di scambio con la Turchia. Un Paese che non applica la Convenzione di Ginevra per i rifugiati ai cittadini che provengono da Siria, Iraq e Afghanistan e che ha molta strada da fare per garantire a tutti diritti umani fondamentali come la libertà di espressione e la tutela delle minoranze.P. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli, commenta così l’esito dell’ultimo vertice UE “Assistiamo attoniti a un vero e proprio attacco alla dignità della vita umana, aggravato da uno spreco sproporzionato di risorse economiche che potrebbe essere destinato alla creazione di canali umanitari sicuri per chi scappa dalla guerra, ad un’accoglienza programmata e progettuale che impegni tutti gli Stati dell’UE.
In Grecia in questo momento arrivano prevalentemente migranti in fuga dalla Siria, dall’Iraq e dall’Afghanistan. Si tratta di un flusso formato da un’alta percentuale di donne e bambini”In particolare, continua Ripamonti, “ci pare assurdo che come criterio di valutazione del destino dei migranti si prenda in considerazione il fatto che siano giunti irregolarmente. Di fatto oggi l’unico modo per arrivare in Europa a chiedere asilo è affidarsi ai trafficanti, Proprio perché l’UE si ostina a chiudere le frontiere e a non prevedere alternative legali all’arrivo di chi fugge dalla guerra si creeranno nuove vie di traffico sempre più pericolose”.

Da tempo il Centro Astalli, come molti altri enti di tutela, chiede alle istituzioni nazionali ed europee e di creare corridoi legali e di applicare i visti umanitari per le popolazioni vessate dalla guerra.

Il Centro Astalli chiede inoltre alla società civile una maggiore partecipazione e coscienza civica nei confronti di una questione estremamente grave: non possiamo accettare indifferenti che uomini e donne in fuga da guerre e persecuzioni vengano deliberatamente trattate come scarti dell’umanità. E’ una vergogna tutta europea.

http://centroastalli.it/

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OXFAM - Accordo UE-Turchia: un ulteriore passo verso l’abisso della disumanità

I leader dell’Unione europea oggi hanno trovato un accordo con la Turchia secondo cui tutte le persone che entrano irregolarmente in Grecia attraverso il mar Egeo dovranno essere rimpatriate in Turchia. In cambio l’Ue reinsedierà negli stati membri un siriano rifugiato per ognuno di quelli che sono stati rimandati indietro.

Si tratta di un colpo senza precedenti inferto al diritto di asilo e alle persone che richiedono protezione: l’Europa rinnega il suo passato di patria dei diritti umani e mercanteggia con il destino di centinaia di migliaia di persone in fuga, calpestando in un solo colpo la propria legge, la propria storia e il proprio senso etico.

“L’accordo tra Ue e Turchia sulla crisi migratoria viola il diritto internazionale e quello dell’Unione, scambiando vite umane con concessioni politiche – afferma Elisa Bacciotti, direttrice campagne di Oxfam Italia – Dopo il blocco della rotta balcanica, questo nuovo accordo con la Turchia è un ulteriore passo verso l’abisso della disumanità, peraltro mascherato, con raggelante ipocrisia, da strumento per smantellare il business dei trafficanti. Il costo del controllo dei confini europei non può continuare a essere pagato con vite umane”.

Oxfam chiede all’Unione Europea di adottare soluzioni efficaci per gestire il fenomeno migratorio, in particolare corridoi sicuri e legali per coloro che cercano di entrare nell’Unione. Gli stati membri devono accogliere i rifugiati secondo la quota che gli spetta. Non si può mettere un tetto a questa fondamentale responsabilità.
La migrazione non si può impedire: si può solo gestire nel migliore dei modi possibili, ma l’Europa che esce da questo ennesimo vertice è drammaticamente lontana da questo approccio.

http://www.oxfamitalia.org/