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Trento - Senza Confini, dall’1 al 5 giugno la terza edizione dell’OltrEconomia Festival

Il tema trasversale sarà quello delle migrazioni, il 2 giugno un tavolo di lavoro No Borders

30 maggio 2016

L’edizione 2016 dell’OltrEconomia Festival cercherà di scoprire quali strumenti culturali, intellettuali, economici sono necessari per leggere la cartina d’Europa e del Mondo che sta cambiando sotto i nostri occhi. Con gli attentati, le chiusure delle frontiere, le migrazioni forzate. Ma anche con i trattati di libero commercio, gli accaparramenti delle risorse che obbligano ad una metamorfosi violenta di interi territori. C’è una retorica della paura che vorrebbe nascondere da un’analisi approfondita i fatti di Bruxelles e di Parigi con il fine di farli passare come eventi inaspettati cui è necessario rispondere con l’emergenzialità dei toni e la sospensione della democrazia. Nel frattempo quello che accade nel vicino Medioriente, in Siria, in Turchia, o sui confini dell’Europa fortezza fino alle coste Greche degli sbarchi e delle morti di massa dei profughi, determina uno stato di emergenza perenne che legittima con leggi e accordi transnazionali pesanti violazioni dei diritti umani. Nello shock e nella fatica che il nuovo assetto europeo e mondiale crea nel pensare comune, è d’obbligo la ricerca delle cause e delle soluzioni collettive. Le risorse che nelle pratiche del comune, nelle donne protagoniste di pace, nel cambio degli stili di vita, nelle prese di posizioni politiche contro l’ideologia dell’esclusione e del saccheggio dei beni comuni, saranno indagate e insieme elaborate nell’OltrEconomia festival. Che mai quanto prima cercherà di essere spazio d’incontro, di domande e di risposte, in un tempo che l’economia ultraliberista ha voluto di guerra, e che la caparbia costruzione di alternative dal basso vuole di pace, diritti e giustizia.

Il programma completo del Festival, con gli ospiti, le conferenze, i tavoli di lavoro, i laboratori è disponibile al sito oltreconomia.info. Tra i tanti ospiti segnaliamo la presenza dei giornalisti Antonio Mazzeo e Cristian Elia, dell’esperto di geopolitica del Medio Oriente Terence Ward, di Lorenzo Pezzani dell’Oceanography project (una documentata ricerca degli effetti mortali delle politiche europee in materia di migrazioni), della produttrice di formaggi di origini etiope Agitu Ideo, di Caterina Amicucci Free volunteer in Lesbo.

Infine segnaliamo il workshop "Agire sui confini" che si terrà il 2 giugno, alle ore 10.45, con la presentazione della guida Welcome to Italy, e al quale parteciperanno attivisti e attiviste da Calais, dall’Inghilterra, da Ventimiglia, dalla Sicilia e dal Brennero, portando le loro esperienze di monitoraggio e supporto dei migranti in transito.
Di seguito il testo di convocazione dell’incontro.

Dal Medio Oriente alla Libia, dall’Asia all’Africa occidentale, sempre più vite sono sputate fuori dalle loro case, come una grande marea di umanità in eccesso. Che sia per una guerra permanente, per la devastazione ambientale diventata quotidiana, per lo sfruttamento lavorativo consolidato in schiavitù, per l’accaparramento selvaggio delle terre. A questa tragedia collettiva, le nostre élite, spesso responsabili della devastazione delle vite altrui, decidono di reagire con ulteriore violenza. L’Europa si chiude e peggiora il suo già carente sistema di accoglienza, si contorce ossessivamente sulla distinzione, sempre più restrittiva, ai confini del razzismo, tra migranti forzati ed economici.

Lo fa con la forza della repressione, perché ai confini, ciò che conoscono i/le migranti altro non è che la violenza repressiva, spesso oltre i limiti della tortura. Che sia da parte di funzionari dello stato o di mercenari che, da anni, dalla Turchia al Marocco alla Libia, sono pagati per tenere calme le pubbliche opinioni europee, rassegnate al loro impoverimento a patto che qualcuno di più povero non provi a dimostrare loro che si può combattere contro il proprio destino. Ma lo fa anche con l’astuzia del tecnicismo, con i labirinti giuridici che dal sistema Dublino alla prassi dei respingimenti differiti sono capaci di fare girare la testa ai più preparati tra gli esperti giuridici. Per fare in modo che difendere il diritto di chi non si rassegna passivamente ad un destino scritto per lui da altri sia sempre più una materia da azzeccagarbugli. Per contrastare tutto questo, serve che gli individui d’Europa ed oltre che da anni, in forme diverse, combattono questo sistema, sappiano condividere esperienze, sconfitte e successi. Di modo che da un sogno comune possa nascere una strategia comune.

Questo vogliamo fare invitando attivisti No Border, esperti ed operatori all’Oltreconomia Festival, che a Trento dall’1 al 5 giugno cercherà di unire energia, entusiasmo e competenza in quattro giorni di dibattiti a tutto tondo sull’ondata migratoria che stiamo osservando. In particolare, la mattina di giovedì 2 giugno un tavolo di confronto fra tutti e tutte cercherà di condividere esperienze e prassi per comprendere su cosa bisogna lavorare di più ed insieme, per lavorare insieme nei giorni successivi del festival e nei mesi futuri, dai sistemi d’accoglienza alle lotte perché i confini possano rimanere aperti. Perché la risposta a questo stato di cose può venire dal confederalismo democratico del Rojava, dalla forza dei migranti stipati a Idomeni, e dalle ore di studio di un’operatrice che vuole impedire una deportazione. Ma solo se queste energie si uniscono potranno davvero creare problemi al moloch che abbiamo davanti.

Il nostro territorio, da sempre terra di transito, sta diventando una zona di confine militarizzata. L’Italia, in questa fase, ha deciso di potenziare i controlli sui treni e così impedire ai migranti in transito di oltrepassare la frontiera. Da Trento e fino al Brennero, sui treni e nelle stazioni, gli agenti della trilaterale selezionano coloro che possono proseguire il viaggio e chi, invece, deve tornare indietro. E’ probabile che nel breve periodo questo atteggiamento comporterà una situazione di emergenza non dissimile a quella di Ventimiglia o di altri luoghi di frontiera.

Uno dei punti sui quali ci focalizzeremo durante il workshop sarà quello scambiarci le diverse attività di monitoraggio e supporto nelle zone di confine, provando al tempo stesso ad articolare proposte operative di supporto ai migranti.