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Tribunale di Milano, discriminatoria la tassa sul permesso: obbligo di restituzione

Tratto dall’ASGI

13 luglio 2016

Il Tribunale di Milano, con ordinanza dell’8 luglio 2016, ha dichiarato discriminatoria la richiesta agli stranieri della tassa sproporzionata per la domanda di rinnovo o rilascio del permesso di soggiorno – anche non di lungo periodo – prevista dal DM 6.10.2011, già annullato dal Tar del Lazio nel maggio scorso, e ha condannato il Ministero dell’Interno, il Ministero dell’Economia e delle Finanze e la Presidenza del Consiglio dei Ministri alla restituzione parziale di quanto versato.

Giunge così a conclusione la questione che si era aperta dopo la pronuncia della Corte di Giustizia del settembre 2015, alla quale è seguito l’annullamento del citato decreto da parte del Tar che però non aveva indotto le amministrazioni resistenti ad adottare nessun provvedimento: tuttora viene richiesto del tutto illegittimamente il pagamento della tassa nella misura prevista dal decreto annullato.

Ora, il Tribunale di Milano statuisce che aver richiesto un pagamento in misura non consentita dall’ordinamento europeo costituisce anche discriminazione e viola il principio di parità di trattamento previsto dalla Direttiva 109/2003, proprio in quanto pretende degli stranieri una tassa sproporzionata rispetto a quanto previsto per analoghi documenti per i cittadini italiani. L’importanza della pronuncia milanese deriva soprattutto dal fatto che, per la prima volta, viene affermato il diritto al rimborso di quanto pagato dagli stranieri dall’entrata in vigore del decreto.

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Tribunale di Milano, ordinanza dell’8 luglio 2016