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La rappresentanza politica degli immigrati

A cura di Paolo Attanasio, Consulta stranieri Bolzano

27 febbraio 2004

Anche in Italia, come già da tempo in diversi altri paesi europei, il fenomeno migratorio cresce, si espande, si consolida, esce dal chiuso delle fabbriche per entrare nelle case, nelle nostre famiglie, nelle scuole, nella vita pubblica. L’immigrazione diventa così un dato di fatto, una componente normale e irrinunciabile del normale sviluppo demografico, economico, sociale di un paese. Il dato nazionale viene confermato anche al livello della nostra provincia e della città di Bolzano, in cui più di un settore produttivo non può più prescindere, se vuole continuare ad esistere, dall’apporto del lavoro degli immigrati. In questo panorama di sostanziale normalizzazione del fenomeno ci sono però diversi nei, uno dei quali è certo quello della rappresentanza politica dei cittadini stranieri: persone che vivono, abitano, lavorano, pagano le tasse nel nostro paese, ma che non partecipano minimamente alle decisioni politiche che coinvolgono loro come tutti gli altri residenti. In Europa gli esempi in cui lo straniero partecipa alle elezioni locali si moltiplicano: ultimo in ordine di tempo è stato il Belgio, che comunque esclude ancora gli immigrati dalla possibilità di essere eletti. In Italia, l’immigrato extracomunitario può eleggere i propri rappresentanti nei consigli comunali, provinciali e regionali solo al termine della lunga ed incerta procedura di naturalizzazione, che comporta un minimo di dieci anni di residenza. Che fare nel frattempo? Al di là delle varie iniziative legislative per dare il diritto di voto agli immigrati residenti da un certo numero di anni, numerose città italiane si sono dotate, ormai da diversi anni, di un organo consultivo, parallelo al consiglio comunale, per dare voce agli immigrati extracomunitari nelle decisioni riguardanti la vita pubblica cittadina, che evidentemente li concernono da vicino.

"La voce del mondo entra in città" - La consulta di Bolzano

A Bolzano, dopo una discussione politica durata diversi anni, nel maggio 2003 il Consiglio comunale ha adottato la delibera contenente statuto e regolamento elettorale della Consulta, ufficialmente denominata “Consulta comunale delle cittadine e dei cittadini immigrati extracomunitari ed apolidi residenti a Bolzano”. La messa a punto dello statuto e del regolamento elettorale della Consulta ha richiesto diversi mesi di lavoro di un’apposita commissione, costituita dal Comune e composta di rappresentanti delle associazioni a carattere nazionale e non solo che raggruppano gli stranieri a Bolzano, sindacati, associazioni del terzo settore, Caritas. Con questo approccio, il Comune si è intelligentemente guadagnato l’appoggio dei diretti interessati, che sin dall’’inizio hanno sentito la Consulta come una cosa propria, e non un’iniziativa imposta dall’alto. Le elezioni per la Consulta si terranno il 23 maggio prossimo, ed avranno diritto di voto i quasi 3.800 residenti maggiorenni provenienti da Paesi extracomunitari (non parteciperanno invece alle elezioni i cittadini dei dieci nuovi membri dell’Unione europea, e quanti hanno la doppia cittadinanza, europea-extracomunitaria).

Come funziona la Consulta

La Consulta, pensata per essere un organo snello, non potrà eccedere, secondo lo statuto, i venti membri. Per quanto riguarda le elezioni, non sono previste liste, sia per evitare, per quanto possibile, il tipico raggruppamento su base nazionale, sia dato l’esiguo numero dei votanti. I candidati, quindi (minimo 24) si presenteranno a titolo personale. E’ interessante notare che il meccanismo elettorale, con la previsione di un seggio per ogni 300 residenti, impone alle comunità più piccole (a Bolzano solo albanesi e marocchini superano questa soglia) di creare delle alleanze attorno ad un candidato unitario, che quindi dovrà necessariamente cercare voti di non connazionali. Questo dovrebbe impedire che i membri della Consulta si considerino rappresentanti unicamente del proprio gruppo nazionale. E’ comunque altamente probabile che le alleanze più immediate si formino tra appartenenti ad una stessa area geografico-culturale e/ religiosa (ad esempio slavi, o musulmani, o arabofoni), prima che tra gruppi provenienti da regioni e culture completamente diverse ed estranee le une alle altre. Senza quindi cadere nella trappola di considerare gli immigrati come un insieme omogeneo, proprio in quanto stranieri (e quindi in un certo senso contrapposti agli autoctoni), il meccanismo della Consulta di Bolzano cerca di incoraggiare il superamento dell’identità nazionale come unico collante fra gruppi di elettori e candidati, dando quindi spazio alle opzioni politiche e programmatiche degli uni e degli altri. Gli sbarramenti per la validità delle elezioni sono stati volutamente lasciati relativamente bassi, facendo quindi tesoro delle esperienze spesso non incoraggianti delle altre città italiane, dove la partecipazione al voto non ha superato il 20%: perché la Consulta sia validamente eletta, basteranno infatti i voti del 15% dell’elettorato, ma sarà necessario che donne e uomini costituiscano rispettivamente almeno il 25% dei membri; i membri della Consulta, inoltre, dovranno provenire da tutte le quattro aree (Africa, America, Asia ed Oceania, Europa) in cui il regolamento elettorale suddivide il mondo. E’ comunque evidente che una Consulta veramente rappresentativa, agli occhi dei propri elettori ma anche a quelli dei cittadini “autoctoni” e delle stessa amministrazione comunale, dovrebbe poter contare su di una base elettorale ben più ampia.

Le sfide per il futuro - funzioni e ruolo della Consulta

Una volta insediata, la Consulta avrà un’ampia serie di funzioni e un proprio piano di lavoro, che definirà in base alle disposizioni del regolamento. Il presidente, eletto fra i membri della Consulta stessa, potrà chiedere di partecipare, con diritto di parola, alle sedute delle commissioni consiliari del Comune e allo stesso Consiglio comunale. Nelle riunioni, il Presidente parlerà a nome della Consulta, facendosi portavoce delle problematiche che interessano i concittadini stranieri e ricercando soluzioni costruttive con la collaborazione delle istituzioni cittadine. Di fatto, la Consulta andrà ad incidere sulle stesse problematiche che riguardano la vita di tutti i cittadini di Bolzano, in quanto i temi del lavoro, della sanità, della casa, della scuola, dei trasporti pubblici, dell’ambiente urbano, non sono “riservati” ai cittadini italiani, ma interessano ovviamente tutti coloro che nella città abitano. Dato che uno dei maggiori problemi che gli immigrati devono affrontare riguarda la mancanza di informazioni sulle opportunità (di formazione, di lavoro, abitative, etc.) che il luogo di inserimento offre, la Consulta potrà promuovere iniziative in questo senso, per aumentare la conoscenza e il grado di fruizione dei servizi pubblici locali da parte dei nuovi cittadini. Il fenomeno migratorio, infine, riguarda non solo i migranti in quanto tali, ma anche la società di accoglienza: i compiti e le facoltà della Consulta comprendono infatti anche la diffusione di informazioni sul mondo dell’immigrazione diretti a tutti/e gli/le abitanti della città. La Consulta sarà così anche uno strumento per integrare nella vita della città il mondo dell’immigrazione: in questo senso, essa potrà anche lanciare iniziative per far conoscere e valorizzare le culture delle 94 diverse nazionalità che vivono in città, presentando la loro storia, le loro tradizioni ed i loro valori, in un’ottica di integrazione attiva e di scambio costante con la realtà cittadina.

Paolo Attanasio
Consulta stranieri Bolzano
Gemeindebeirat der AusländerInnen von Bozen
Immigrant Council of Bolzano/Bozen