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sans-papiers > domande frequenti (FAQ)Carta di soggiorno - Per ottenerla è necessario un contratto di lavoro a tempo indeterminato?21 aprile 2004Mi trovo in Italia con pds regolare dal 1990. I miei genitori mi portarono qui quando ero ancora bambina, ora ho 22 anni e da quando sono maggiorenne ho dovuto rinnovare il mio pds per motivi di lavoro subordinato. Nell’ultimo rinnovo mi attendevo un tempo di due anni appena sufficiente per ricercare un lavoro nel caso vi fossi costretta. Invece ho avuto l’ennesima delusione da questo paese che cominciavo a considerare mio, ma che a quanto pare mi nega qualsiasi progetto a lungo termine. Forte è il mio senso di impotenza, soprattutto dopo aver scoperto sul vostro sito, che il tesserino sanitario è rinnovabile anche con la ricevuta del pds. All’epoca mi ammalai e fatalità perdetti il lavoro nello stesso periodo. Il funzionario mi disse che era necessario il pds e la dichiarazione del datore di lavoro. La mia questura - dopo avermi dato un prospetto con tutti i pre-requisiti previsti per la richiesta della carta di soggiorno - ha definitivamente stroncato la mia speranza sostenendo che oltre ai documenti richiesti (tra i quali nuovamente la dichiarazione del datore di lavoro che a mio avviso è una ripetizione dato che chi presenta la domanda è già in possesso di un pds di soggiorno valido), è necessario un contratto di lavoro a tempo indeterminato, cosa quasi impossibile per una persona della mia età e nelle condizioni di cambiamento nel mondo del lavoro a cui stiamo assistendo. I contratti se non sono di apprendistato, sono di collaborazione o a termine. Devo perdere le speranze? Sono costretta a rinnovare il mio contratto ogni anno come coloro che soggiornano qui da pochi mesi? E nel caso potessi inoltrare la domanda, come devono essere redatte le autocertificazioni richieste?
Al di là delle considerazioni esposte molto chiaramente sulle condizioni di vita a cui sono costretti gli immigrati e sulla forte precarietà della loro esistenza in generale, condizionata anche dalla precarietà e dalla breve durata del pds, la questione centrale del quesito sopra esposto è quella del tipo di lavoro che secondo la questura sarebbe necessario possedere per poter ottenere la carta di soggiorno. In realtà il fatto che vi sia un contratto di lavoro a tempo determinato non dimostra di per sé la mancanza di un reddito; ciò perché l’interessata sta lavorando e, una volta cessato il contratto di lavoro a tempo determinato, concluderà, come avviene generalmente, (magari con lo stesso datore di lavoro) un nuovo contratto a termine della stessa durata del precedente. Si consideri che ci sono tantissime persone che vivono tutta la vita svolgendo consecutivamente più contratti di lavoro a tempo determinato; pensiamo poi al lavoro interinale i cui contratti possono essere dal punto di vista formale persino della durata di un giorno, di una settimana o di un mese. Ritengo quindi che la questura non possa rifiutare di rilasciare la carta di soggiorno (fermo restando la presenza di tutti gli altri requisiti previsti dalla legge) solo perché il reddito disponibile da parte della lavoratrice interessata è considerato un reddito non stabile per tutto il futuro.
D’altra parte nessuno è in grado di prevedere il futuro e nessuno è in grado di considerare un reddito assolutamente stabile perché capita - e dovrebbero saperlo anche le questure - che anche chi ha un lavoro a tempo indeterminato può perderlo perché le aziende vanno in crisi, chiudono o riducono il personale. Naturalmente ci auguriamo che l’ufficio interessato voglia fare una valutazione più compiuta e corretta del caso, specialmente dovendo prendere atto della ferma decisione dell’interessata di insistere nella propria richiesta di ottenere il rilascio della carta di soggiorno, considerato anche che molte questure, in situazioni di questo genere, ricevono la domanda di carta di soggiorno e provvedono al rilascio della stessa. |
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