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cittadinanza > comunicati stampa e appelliCostruiamo un Comitato italiano Cap Anamur7 luglio 2004La pratica generalizzata dei respingimenti in frontiera, adesso anche ai limiti delle acque internazionali, vanifica il diritto di asilo previsto dalla Convenzione di Ginevra, dalla Carta di Nizza e dalla Costituzione italiana. La vicenda ancora in corso della nave tedesca Capanamur, carica di profughi sudanesi salvati in mare, bloccata al largo delle coste siciliane ed alla quale viene negato persino il diritto di attraccare in un porto italiano, dimostra ancora una volta come le autorità italiane considerino i profughi, potenziali richiedenti asilo, come immigrati clandestini da criminalizzare o, peggio, come possibili terroristi. Quanto avviene in questi giorni nel Canale di Sicilia, luogo di stragi continue e di esercitazioni militari, è conseguenza diretta dei nuovi accordi di cooperazione (di polizia) e di riammissione, oggetto di direttive all’interno della Unione Europea allargata (anche a Malta e a Cipro), e regolati da intese di vario tipo con i paesi di transito o di provenienza, del Nord-Africa (come l’Egitto, la Libia, la Tunisia, l’Algeria, il Marocco) dell’Europa orientale, come l’Albania, la Moldavia e l’Ucraina), dell’estremo oriente (come lo Sri-Lanka, il Pakistan o l’Arabia Saudita). Tutti questi paesi non garantiscono il riconoscimento effettivo del diritto di asilo previsto dalle Convenzioni internazionali e dalle Costituzioni nazionali. In base a questi accordi, che sono adesso invocati dal governo italiano per negare l’ingresso della Cap Anamur nelle acque territoriali, e per negare il diritto di asilo ai profughi che vi sono imbarcati, si limita drasticamente l’accesso alla procedura d’asilo (ed al territorio italiano), si diffondono procedure sommarie e luoghi di detenzione amministrativa anche per i richiedenti asilo, si creano centri di trattenimento forzato per migranti irregolari già nei paesi di transito. E si inventano anche nuovi centri di detenzione temporanea "galleggianti" in acque internazionali, per richiedenti asilo ai quali non si riconosce neppure l’accesso alla procedura, luoghi al di fuori del diritto internazionale e del diritto umanitario, come è in questo momento la nave tedesca Cap Anamur a seguito delle decisioni di chiusura assunte dal Governo italiano. Lo stesso Governo che non è stato ancora capace di fare approvare una normativa organica sull’asilo e la protezione umanitaria, dando attuazione all’art.10 della Costituzione italiana, lo stesso governo che non ha ancora emanato i regolamenti di attuazione della legge Bossi-Fini, affidando esclusivamente alla discrezionalità dell’autorità di polizia (e dei suoi vertici ministeriali) la gestione del contrasto dell’immigrazione clandestina e la delicata questione dell’ammissione in procedura dei potenziali richiedenti asilo, costretti all’immigrazione clandestina. Chiediamo per tutte queste ragioni:
Fulvio Vassallo Paleologo |
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