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attualità > rassegna stampaGiorno e notte davanti al "Centro di accoglienza"da La Sicilia on line del 20 luglio 200420 luglio 2004Dimostranti a salvaguardia dei diritti dei 22 profughi della «Cap Anamur».
Continua il presidio di dimostranti davanti il Centro di accoglienza dove da mercoledì scorso sono ospitati parte dei 37 africani raccolti a Lampedusa dalla nave umanitaria tedesca Cap Anamur. E sono idealmente al loro fianco i parlamentari e gli amministratori di alcuni comuni italiani (tra i quali in sindaco di Caltanissetta Salvatore Messana) i quali chiedono che al 22 extracomunitari rimasti a Pian del lago venga «immediatamente rilasciato dal questore di Caltanissetta un permesso di soggiorno per motivi umanitari». Gli stessi si impegnano «ad attivare da subito una staffetta per garantire una presenza continua a Caltanissetta». L’iniziativa è spiegata in un documento, che vede tra i firmatari, oltre al sindaco di Caltanissetta, il prosindaco e l’assessore comunale di Venezia Gianfranco Bettin e Giuseppe Caccia, il consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia Alessandro Metz, la deputata dei Verdi Luana Zanella. Per gli estensori del documento gli immigrati «sono arbitrariamente trattenuti nel Centro e continuano ad essere ostaggio delle indecisioni, ricatti e veti della politica nazionale», aggiungendo: «Garantiremo una presenza continua davanti al luogo in cui sono trattenuti affinchè il ministero dell’Interno e gli organi di Polizia avvertano la pressione dell’opinione pubblica per una soluzione civile di questa vicenda». «Come enti locali - spiegano - abbiamo già manifestato e reso concreta la disponibilità ad accogliere ed ospitare questi richiedenti asilo, dal momento che essi non possono essere privati della libertà personale per un minuto di più». Il documento reca la firma pure del sindaco di Delia Gioacchino Di Maria e del presidente del Consiglio provinciale di Caltanissetta Angelo Marotta. Come è noto, il momento di maggiore tensione si è registrato sabato scorso nell’arco di una giornata che era cominciata con il trasferimento nel centro di accoglienza di Ponte Galeria, alle porte di Roma, dopo che la commissione rifugiati del Viminale aveva respinto la loro richiesta di asilo. Stesso provvedimento, nell’arco della giornata, era stato preso dalla Commissione nei confronti degli altri 22 profughi che erano rimasti a Pian del lago per i quali tuttavia si era aperto lo spiraglio della concessione della “protezione umanitaria”. Ma sabato, come detto, la tensione era ancor più cresciuta quando l’assessore del Comune di Venezia Beppe Caccia e il consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia Alessandro Metz, ammessi precedentemente su disposizione del prefetto ad incontrare gli extracomunitari, si erano rifiutati di lasciare il centro. La polizia li aveva “scortati” all’esterno e Metz aveva detto di essere stato maltrattato. Ieri, a commento della vicenda dei clandestini della Cap Anamur, «cui è stato impedito di incontrare i propri legali», è intervenuto il deputato Ds Pietro Folena che ha affermato: «Dopo che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la Bossi-Fini, proprio perchè impedisce un’adeguata difesa degli espulsi, il governo continua ad applicarla come niente fosse, e anzi va anche oltre: ai naufraghi della Cap Anamur viene impedito di parlare con i propri avvocati, un comportamento che viola il fondamentale diritto di difesa ed ancor più grave visto che costoro non sono accusati di alcun reato». |
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