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cittadinanza > intervisteRagusa: il consiglio comunale dice no al CptIntervista a Antonino Solarino (Sindaco di Ragusa)7 ottobre 2004Lunedì 4 ottobre il Consiglio comunale di Ragusa ha votato una mozione in cui si dice no al centro di detenzione a Ragusa, esprimendo la volontà di rifiutare politiche di esclusione e segregazione, per lanciare, invece, messaggi di accoglienza e integrazione per i cittadini stranieri. Abbiamo sentito il Sindaco di Ragusa, Antonino Solarino, il quale ci ha descritto quale sia lo spirito che anima l’amministrazione e l’intera popolazione della città. Domanda: Come è stata la discussione all’interno delle rappresentanze politiche che ha portato a questa decisione? Risposta: Tanto il centrosinistra, quanto il centrodestra sono d’accordo sul no alla riapertura al CPTA; le motivazioni sono chiaramente differenti. Il centrosinistra ha posto il problema su quella che è la vocazione della città di Ragusa, che è una vocazione che ha un assessorato alla pace, che vuole essere occasione di confronto, che, rispetto a quella che è l’area dell’euro mediterraneo, vuole caratterizzarsi come incontro, confronto rispetto delle diversità. D: Questa mozione è stata inviata ai rappresentanti del governo? R: Noi abbiamo cercato di far sapere questa volontà al governo in più modi: prima con un incontro in Prefettura, a cui sono stati presenti tutti i capigruppo, poi con un’ulteriore lettera che io, in quanto Sindaco, su mandato di tutti i parlamentari, di tutte le forze consiliari ho inviato non solo al governo centrale, ma anche al Presidente della Regione siciliana e, per conoscenza, a tutti gli altri organi istituzionali a vario livello coinvolti. D: L’amministrazione comunale non ha nessun potere decisionale sulla costruzione di un centro di permanenza temporanea nel proprio territorio, ma tale decisione è direttamente delegata al Ministero degli Interni. R: E’ così. Ma è una struttura che, originariamente, la città pensava destinata ad uno spazio di aggregazione nel quartiere; quindi, uno spazio di socialità è stato sottratto e, quindi, la città l’ha considerato uno scippo. D: Come commenta quello che sta avvenendo vicino a voi, nell’isola di Lampedusa, con i rimpatri verso la Libia? R: Per rispondere a questa domanda dovrei anche un po’ spogliarmi del mio ruolo di Sindaco, considerato che nel mio ruolo di Sindaco sono anche un funzionario dello Stato. |
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