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attualità > rassegna stampaQuestura, protesta degli interinaliDa Brescia Oggi del 29 dicembre 200429 dicembre 2004Venticinque persone assunte a tempo determinato per le pratiche di regolarizzazione rischiano il posto. «Vogliamo un concorso». Tra il 10 e il 15 gennaio un presidio a S. Polo.
Per loro sarà un capodanno senza grandi botti e cenoni, pieno piuttosto di interrogativi e incertezze per un lavoro conquistato, portato avanti fra estenuanti rinnovi di mese in mese, e che ora, con la fine dell’anno, rischiano di perdere definitivamente. Sono venticinque i lavoratori interinali preposti alle pratiche di regolarizzazione dei cittadini extracomunitari presso la Questura di Brescia, che vedranno concludersi il proprio rapporto lavorativo con il 31 dicembre, dopo essere stati impiegati dallo scorso luglio dal Ministero dell’Interno attraverso un’agenzia di lavoro interinale, per evadere il carico di attività generate dalla legge Bossi-Fini (in tutta Italia, nelle stesse condizioni, sono 400 lavoratori). Una situazione di precarietà che va avanti da molto, come ha denunciato una delegazione di lavoratori, insieme ai rappresentanti delle nuove identità di lavoro, fp e sindacato lavoratori Polizia della Cgil, con il Forum delle Associazioni degli Immigrati di Brescia, ritrovatisi in segno di protesta fuori dai cancelli della Questura. Già altri 47 lavoratori interinali, infatti, il 31 dicembre del 2003 avevano concluso il proprio rapporto di lavoro per la regolarizzazione degli immigrati, proprio nei giorni in cui rappresentanti del Ministero dell’Interno si impegnavano con le organizzazioni sindacali a stabilizzare il personale interinale, ritenuto presenza necessaria per la regolarizzazione. «Nonostante ciò i contratti di lavoro non sono stati rinnovati e tanto meno è stato indetto un concorso pubblico, con il risultato che i lavoratori interinali hanno perso il lavoro e le Questure si sono trovate sommerse da pratiche da sbrigare - spiega Simone Cardin del NIdiL Cgil -. In tale situazione di deriva, lo scorso luglio sono stati impiegati 25 nuovi lavoratori interinali che oggi, ad un anno dalle promesse ministeriali non mantenute, si trovano nuovamente senza lavoro». Quello che i lavoratori precari chiedono è l’istituzione di un concorso pubblico che consideri l’esperienza professionale maturata e stabilizzi la loro situazione, oltre a garantire personale fisso per una più coerente gestione ordinaria delle pratiche relative ai permessi di soggiorno, una necessità ancora più avvertita oggi, «alla vigilia della emanazione dei regolamenti di attuazione della legge Bossi-Fini, che provocherà non poche ricadute pratiche sulle normali attività svolte oltre che dalla Questura anche dalla Prefettura - osserva Cardin -. Non dimentichiamo, infatti, che quando la normativa sarà operativa a tutti gli effetti introdurrà nuove competenze per le Prefetture: si pensi soltanto alle attività dello Sportello Unico per l’Immigrazione e a tutta la partita riguardante l’asilo politico». «Il numero degli operatori è tutt’oggi sottodimensionato - aggiunge Gloria Baraldi della FP Cgil - e da gennaio, se non ci sarà un rinnovo, con 25 unità in meno c’è il rischio che la situazione precipiti in modo definitivo, andando a gravare sul personale di Polizia per l’espletamento di attività destinate a protrarsi nel tempo, in ossequio a una normativa dello Stato». Per questo, in una giornata da fissare fra il 10 e il 15 di gennaio, è in programma un presidio dei lavoratori interinali fuori dalla Questura, proprio nei giorni in cui le attività di regolarizzazione riprenderanno con un organico più che dimezzato (da 40 a meno di 20 unità). di Lisa Cesco |
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