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cittadinanza > editoriali2 aprile - L’Europa-differenza spezza il presentedi Marcello Tarì, Global Project8 marzo 2005Il 2 aprile di quest’anno rischia davvero di poter diventare un evento di quelli che poi, negli anni successivi, vengono ricordati come delle profonde discontinuità storiche e antropologiche. In quella giornata, infatti, tutte le reti europee impegnate nelle lotte dei precari e/o in quelle dei migranti daranno vita a una moltitudine di azioni concentrate sulla rivolta del precariato migrante contro l’Europa Fortezza. Contro quell’Europa, cioè, che si pone come nodo strategico imperiale nella disciplina e nel controllo della forza lavoro globale. L’Europa identitaria, quella che si immagina come super-Stato, verrà sfidata dall’Europa che si immagina e si vive come una Idra, ovvero un corpo molteplice e selvaggio aperto sul mondo e dunque “senza organi”, senza altra identità che la rivendicazione del suo essere terra di moltitudine, spazio trasversale di libertà entro cui costruire una nuova forma di vita all’insegna dell’autonomia sociale globale in perpetua metamorfosi. In questo progetto il precariato migrante gioca un ruolo, o meglio, una differenza strategica perché da un lato incarna la punta più alta dello sfruttamento capitalistico neoliberale ma, dall’altro, un’enorme forza di metamorfosi antropologica che sta rendendo l’Europa sempre più un’Europa-differenza, ovvero un luogo polimorfico dove l’espressione della singolarità nella moltitudine è segno dello sviluppo impetuoso di una democrazia assoluta. Nel lontano 1699, in un tempo di grandi conflitti di classe attraversati da uomini e donne di ogni provenienza, un ammutinato affermò che “non aveva importanza in quale parte del mondo un uomo avesse vissuto, se aveva vissuto bene”. Per noi quella regola, quell’etica, vale ancora: non riconosciamo alcuna nazione di appartenenza, alcuna cultura etnicamente esclusa o inclusa, alcuna identità fissata dallo Stato o dall’Impero. Riconosciamo altresì l’appartenenza comune di tutti e tutte alla moltitudine produttiva, la molteplicità del senso e la soggettività irriducibile dell’umano dentro la creazione di un altro mondo: questa solo per noi è Europa. Il 2 aprile, in Europa, è giorno di rottura. |
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