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cittadinanza > editorialiCpt e deportazioni La vergogna italiana21 marzo 2005
Sabato 19 marzo durante la manifestazione che si è svolta a Milano contro il centro di detenzione di via Corelli, una delegazione di 12 persone (tra cui una redattrice di Melting Pot) è entrata all’interno del centro per incontrare quattro persone che nei giorni scorsi hanno opposto resistenza al rimpatrio e per questo sono state picchiate e minacciate. Dall’interno del cpt di via Corelli abbiamo raccolto testimonianze e denunce molto forti su come avvengono le espulsioni. Le persone con cui abbiano parlato nei giorni scorsi dovevano essere rimpatriate dall’aeroporto di Malpensa, con voli civili dell’Alitalia diretti in Brasile. Abbiamo raccolto le testimonianze consapevoli che, per la prima volta, venivano denunciati i soprusi, le botte, i pugni, le mani strette alla gola messe per far tacere chi si oppone a questo abuso. Tutte queste persone si trovano ancora all’interno del centro e hanno voluto che attraverso la nostra delegazione venisse reso pubblico quello che avviene normalmente sui voli della vergogna. Sono persone coraggiose, che raccontano quello che succede anche ad altri. Proviamo ad immaginare quanti episodi rimangono invece nascosti perché i migranti non possono parlare con nessuno, non possono raccontare quello che succede. Abbiamo il dovere di fermare questa barbarie che si cerca di nascondere, ma che grazie alla caparbietà e tenacia di molti è possibile documentare, in alcuni casi inceppare, in altri ancora mettere in crisi. Alla luce di quello che sta avvenendo in questi giorni, da Milano a Lampedusa, va costruita la giornata di iniziativa europea contro i CPT del 2 aprile, non come pura testimonianza ma come iniziativa in rete che materialmente inceppi questi meccanismi di guerra e disumanità che stiamo denunciando. |
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