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cittadinanza > approfondimenti, resoconti, reportSpagna - La frontiera del Sud Europa è un altro muro della vergogna1 aprile 2005Marocco paese di transitoVedi Marruecos, país tránsito + Reportaje Fotográfico Piccoli furgoni superano il confine della Nigeria o di altri paesi subsaharihani, addirittura la Liberia, verso la frontiera tra Algeria e Marocco, che nel 1994 fu chiusa a causa dei “problemi politici” tra i due paesi. Per entrare in Marocco quelli che provengono da paesi come il Senegal possono avere maggiore fortuna nel caso in cui riescano ad ottenere una visa (visto), pagando un prezzo considerevole. In questo caso possono essere portati fino agli aeroporti di Rabat o Casablanca. Una volta arrivati, ci sono diversi modi per andare in Spagna ma i più frequenti sono due: andare in patera fino alle isole Canarie, oppure arrivare agli accampamenti del nord di Marocco e, successivamente, tentare di uscire da lì. Nonostante i media spagnoli basino l’informazione sul fatto dell’arrivo continuo di immigrati, impostandolo come un’invasione dall’Africa nera, nel 2003 si calcola che gli immigrati subsahariani arrivati in Marocco siano stati solamente tra i 15 mila e 20 mila. Di queste migliaia non tutti sono riusciti ad entrare in territorio spagnolo. Il tema delle mafie che trafficano con gli immigrati è semplificato dai mass-media spagnoli. Secondo noi, non si può usare la parola mafia riferendosi al concetto tradizionale di essa, per parlare dei “pateristas” marocchini. Ci sono, soprattutto in Marocco e nei paesi francofoni, quelle che noi preferiamo chiamiamo reti funzionali. In altre parole, reti che commerciano con le necessità degli immigrati in situazione di clandestinità, però che non trafficano con persone. Non è la stessa cosa se parliamo dell’immigrazione proveniente da paesi che erano antiche colonie inglesi, principalmente la Nigeria, dove invece si può dire che esistono reti di trafficanti di persone. Ci sono strutture di rete presenti in tutti i paesi del nord Africa ed anche in Europa. Un esempio vivo del funzionamento di queste mafie sono le donne nigeriane che si prostituiscono in molti luoghi in Spagna. Vengono consegnate dalle loro famiglie, o si consegnano da sole, attraverso contratti e/o rituali vudu, firmando la propria appartenenza a queste mafie per tutta la vita. Si tratta di una forma moderna di schiavitù. *** Il 9 febbraio scorso i militari marocchini hanno compiuto una retata in un accampamento di immigrati subsahariani. Si tratta di un campo di sosta non autorizzato in cui le persone aspettano per tentare ad entrare in Europa. Concretamente seicento militari, secondo le testimonianze degli stessi immigrati, sono entrati nell’accampamento situato verso la frontiera tra Marocco e Ceuta (Spagna) alle 6 della mattina. Durante l’operazione i militari hanno compiuti diversi arresti e conseguenti deportazioni. Inoltre hanno derubato gli immigrati di tutti i loro oggetti di valore. [Vedi l’articolo originale su estrecho.indymedia.org] Queste sono le richieste del collettivo spagnolo Frontera Sur, dopo i drammatici fatti avvenuti il 9 febbraio In vista dei fatti successi... Chiediamo che le autorità marocchine mettano fine immediatamente alla cattura degli immigrati africani violando i diritti umani. ... Chiediamo alle autorità dello stato spagnolo che gli immigrati dell’Africa subsahariana non siano le vittime dei buoni rapporti tra il Regno di Marocco e il Governo spagnolo ... Chiediamo alle autorità europee che si assumano le proprie responsabilità nell’offrire a paesi terzi, dove i diritti umani non sono garantiti, finanziamenti destinati al controllo dei flussi migratori ... Chiediamo alle Nazione Unite una ricerca per capire cosa succede sulle frontiere terrestri di Ceuta e Melilla, e anche sull’uso delle forze di sicurezza spagnole e marocchine contro gli immigrati provenienti dall’Africa nera ... Chiediamo che sia fatta luce sui casi di Simon, un congolese scomparso dal territorio del Marocco dopo una retata l’8 di settembre 2004, di Evans e Benjamin, spariti il 28 dicembre 2004 durante una deportazione effettuata dalla Guardia Civil di Ceuta e di Augustine, ragazza camerunense deportata quando era ancora in ospedale di Ceuta mentre stava partorendo. La frontiera dislocataA cura di Colectivo Aljaima Marruecos La militarizzazione della frontiera sud dell’Europa non è riuscita nel suo intento. Da anni gli stati europei preparano paesi terzi col fine di transformarli in guardiani degli interessi economici e delle democrazie del primo mondo. La zona del nord Africa è una parte di questo macroprogetto; ne sono una dimostrazione le relazioni avute tra l’antico governo del Partito Popolare spagnolo con paesi del Magreb, inclusa la Libia. Uno dei paesi guadiani chiave è il Marocco, prioritario per gli investimenti economici dello stato spagnolo, inoltre il nord del paese è zona di massimo interesse per gli investimenti di cooperazione per lo sviluppo. Le direttive dell’Unione Europea in materia di controllo dei confini e degli investimenti si sono foccalizzati sulla creazione di diversi mecanismi destinati a rendere praticamente impossibile l’entrata degli immigrati subsahariani in Marocco, in molte situazioni violando i diritti umani. Deportazioni di immigratiSpesso gli accampamenti dove si rifugiano gli immigrati subsahariani in Marocco sono sottoposti a retate da parte della polizia marocchina. In alcune occasioni, specialmente violente, la polizia usa cani ed elicotteri. Accordo di buona vicinanzaL’accordo firmato nel 2002 tra Marocco e Spagna prevede il rimpatrio di tutti gli immigrati sbarcati sulle coste spagnole. |
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