|
||
cittadinanza > editorialiL’inferno dei migranti. Appello per creare una delegazione nel nord Africa6 maggio 2005Poche settimane fa, nelle reti europee, è uscito un appello per la creazione di una delegazione di europarlamentari, parlamentari di differenti paesi, membri di gruppi di difesa dei diritti umani in Europa e nei paesi del nord Africa che vadano, il prima possibile, nelle zone in cui si trovano i campi ed i centri di detenzione extraterritoriali finanziati dall’Unione Europea, con lo scopo di monitorarli e fare pressione per la loro chiusura. Come Progetto Melting Pot aderiamo all’iniziativa e, per quanto riguarda l’Italia, ci attiveremo per diffondere l’appello e per fare in modo che si concretizzi. Alcune considerazioni Dal dossier si scopre che non solo avvengono le deportazioni dall’Italia verso la Libia, ma dalla Libia verso altri paesi come Egitto, Siria, Pakistan, Niger, Nigeria, Ghana, Bangladesh, Mali, Sudan ed Eritrea.
Da questo punto di vista il ruolo dell’Italia - paese europeo che nello scorso anno ha firmato un accordo top secret con la Libia – è strategico, soprattutto per quanto riguarda i finanziamenti a Gheddafi. Tutto quello che sta avvenendo in Libia, Marocco ed altri paesi del nord Africa va immediatamente denunciato e fermato. Migliaia di vite umane sono in pericolo e troppe sono le vittime già causate da questo sistema che viola le più elementari regole del diritto. Per questo crediamo sia urgente creare al più presto una delegazione che vada a visitare questi paesi e che possa essere uno strumento per sensibilizzare le coscienze di tutta Europa. I movimenti europei in tutti questi anni hanno promosso campagne per la chiusura dei centri di detenzione all’interno dell’Europa, lanciato campagne di boicottaggio delle compagnie aeree coinvolte nel business delle espulsioni. Un grande lavoro in rete che ha visto come ultima mobilitazione le giornate dell’1 e 2 aprile 2005. Crediamo che un importante ruolo ora vada svolto,non solo dalle realtà che si battono per il rispetto dei diritti umani ma anche dalle istituzioni, in primis dal Parlamento europeo ed i suoi rappresentanti.
|
||