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cittadinanza > intervisteDiritto di asilo - Una situazione di confusione all’italianaIntervista con Gianfranco Schiavone, Ics Trieste26 maggio 2005La confusione sotto il cielo in questo momento è tanta. Cambiano le norme (in senso restrittivo) ma non cambia la politica dell’accoglienza nel nostro paese. Domanda: Una delle sette Commissioni territoriali si trova a Gorizia. In questo momento qual è la situazione rispetto al suo insediamento e alla nomina dei rappresentanti? Risposta - La Commissione territoriale di Gorizia si è insediata regolarmente e ha iniziato le audizioni. Per il momento si è provveduto alla nomina di un componente, quello effettivo, degli enti locali da parte del Comune di Gorizia mentre il supplente, che era stato richiesto dalla Provincia, non è stato ancora individuato. D: Questa la situazione nel nord est. Cosa ci puoi dire invece più in generale? R: Rispetto a tutto il resto, la situazione è grave è molto più confusa. E’ stata chiarita – almeno si spera – la questione che aveva creato confusione in merito a dove dovevano essere presentate le domande d’asilo e la competenza di quale Commissione. In particolare, alcune questure – soprattutto Roma – avevano interpretato la norma nel senso di rinviare tutti i richiedenti asilo per compilare la domanda nelle cosiddette “zone di frontiera”, dalle quali sarebbero entrati realmente o presumibilmente. È intervenuta una circolare del Ministero che chiarisce invece che per questura territorialmente competente deve intendersi quella nel cui territorio lo straniero ha eletto domicilio. Sarà presso questa che sarà formalizzata la domanda, quindi la domanda deve essere presa in esame sia che la persona si trovi alla frontiera, sia che si trovi all’interno del territorio nazionale. Questa circolare è uscita dopo un paio di settimane di completa confusione che ha provocato un centinaio di casi di rifugiati letteralmente in orbita, nel senso che venivano rimandati da una parte all’altra. Forse potrebbe essere un problema che si avvia almeno ad una parziale soluzione, ma non è detto che sia così. Mi risulta, per esempio, che nella questura di Brescia ancora le domande non vengono prese. Non sono informato se in questi giorni sia cambiato qualcosa perché, ripeto la circolare è dell’11 maggio. Sono tutte cose che cambiano di giorno in giorno. D: In tutta questa situazione di pericolo per i richiedenti asilo, nella nuova normativa c’è un punto delicato ovvero il trattenimento all’interno dei Cdi (Centri di identificazione) che, guarda caso, si trovano all’interno dei CPT (centri di detenzione. Oggi qual è la situazione? R: I centri di identificazione ufficialmente aperti sono solamente due: Sant’Anna di Crotone e Borgo Mezzanone di Foggia. In assenza di altri centri, non è chiaro se le persone verranno comunque inviate a una di queste strutture (nonostante per il Triveneto la distanza sia assurda) oppure, se come sembrava in un primo approccio non è uniforme, in assenza di un Cdi nell’area territoriale per il trattenimento quanto meno facoltativo, si proceda con procedura ordinaria. Vi sono casi in entrambi le ipotesi, sia persone che vengono, con un po’ di saggezza, semplicemente ammesse alla procedura ordinaria, sia richiedenti asilo che vengono inviati a Foggia per l’avvio della procedura, sia per quanto riguarda il trattenimento facoltativo, che quello obbligatorio. D: Un’ultima riflessione rispetto all’unica cosa certa di questo periodo: sono ricominciate le deportazioni da Lampedusa verso la Libia, nonostante i pronunciamenti della Corte Europea e del Parlamento Europeo. R: Il fatto è gravissimo e la sua gravità si accresce di volta in volta. È evidente che tutto si svolge in un contesto, quello dell’isola di Lampedusa, dove non c’è nessun tipo di controllo formale e sostanziale di quello che avviene. Questo dato permette il ripetersi di situazioni di questo tipo, anche se ormai è evidente, non solo all’opinione pubblica ma anche alle istituzioni europee e alla Corte dei diritti umani di Strasburgo, che siamo in completa violazione delle norme nazionali ed internazionali. |
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