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attualità > rassegna stampaCpt, a Bari due giorni per chiuderlida Il Manifesto del 2 luglio 20052 luglio 2005Mare aperto. E’ il titolo del Forum nazionale delle Regioni contro i centri di permanenza previsto per l’11 luglio. Adesso ha un nome: si chiamerà «Mare aperto» il Forum nazionale contro i Cpt che si terrà a Bari, l’11 luglio, nella Fiera del Levante. A dieci giorni dall’iniziativa, il programma inizia a delinearsi: i tredici presidenti di regione, insieme con le associazioni che hanno aderito al Forum, s’incontreranno nel padiglione numero 7 per l’intera mattinata (la giornata si chiuderà con un concerto). In scaletta anche le testimonianze dirette di chi, a vario titolo, ha attraversato i Centri di permanenza temporanea. Si muove anche il fronte dei Movimenti: la Rete No-Cpt di Bari ha indetto un’assemblea nazionale, sempre a Bari, che si terrà il 10 luglio dai missionari comboniani. «Chiediamo a tutti», spiega la rete No-Cpt, «di prendere posizione riguardo l’abrogazione delle leggi sull’immigrazione che si basano su espulsione e reclusione e la chiusura incondizionata dei Cpt; in secondo luogo, su una politica sociale che metta la parola fine alla divisione della società in migranti e non migranti, illegali e legali, produttivi ed improduttivi; infine, sulla depenalizzazione dei reati sociali». Questa la base di discussione, per quanto riguarda l’assemblea, che, se confermata, potrebbe rappresentare la posizione del Movimento dinanzi ai 13 presidenti di regione, durante il Forum dell’11 luglio. «Le dichiarazioni di Vendola e in particolare la convocazione di un Forum dei Presidenti delle Regioni», continua la Rete No-Cpt, «hanno aperto uno scontro istituzionale tuttora in atto: crediamo che questo scontro riguardi, innanzitutto, la natura della decisione politica e che sia necessario sperimentare inedite forme di democrazia». La Rete sottolinea le lotte sociali di questi ultimi anni e ricorda che «dal 1998 - anno in cui la legge Turco-Napolitano ha istituito i centri di permanenza temporanea - un’ampia rete di gruppi, associazioni, partiti e sindacati ha dato vita ad una lunga serie di azioni con l’obiettivo di una loro definitiva chiusura, denunciando la impossibilità di una modifica umanitaria dei Cpt». |
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