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cittadinanza > comunicati stampa e appelliLiberate Said!Appello per la liberazione del giovane palestinese28 luglio 2005
di Rosarita Catani ascolta l’intervista con Michele dell’ass. culturale Spiazzi Said Abdel Khaleq,nato a Jenin il 17.12.1970, è un palestinese che vive in Italia da oltre 15 anni, ha sempre lavorato, ha una residenza e non ha mai mostrato di essere un pericolo per la nostra società. Arrivato in Italia si è iscritto alla facoltà di Lingue Orientali nella città di Venezia. Per motivi legati anche alla situazione disastrosa del suo paese non ha potuto portare a termine gli studi e con regolare permesso di soggiorno, rinnovato di anno in anno, con la qualifica di operaio comune ha iniziato a lavorare nel nostro Paese. L’odissea di Said inizia quando chiede al suo datore di lavoro Verzegnassi Luca la presentazione di istanza di emersione ai sensi della Legge 189/2000. Affinchè l’istanza ottenuta dal suo datore di lavoro andasse avanti, essendo il suo passaporto giordano prossimo alla scadenza, aveva chiesto alla delegazione Generale Palestinese in data 6/3/03 di ottenere il passaporto del suo Paese d’origine. Qualche giorno dopo Said ed il suo datore di lavoro ricevettero l’invito a presentarsi presso lo sportello polifunzionale della Prefettura di Venezia con un passaporto o documento equipollente per la stipula del contratto di lavoro e la consegna del permesso di soggiorno. Said è un ragazzo distrutto, non sa piu’ a chi rivolgersi. Il suo caso simile a quello di Jihad Mohammad Issa dove le associazioni, i comitati di solidarietà con il popòolo palestinese, le associazioni per la difesa dei diritti umani e dei migranti si stanno impegnando contro la sua espulsione dall’Italia. Ma Said Abdel non conosce tutte queste organizzazioni e si ritrova da solo a combattere contro la legge Bossi-Fini che mantiene la possibilità che il palestinese possa essere espulso verso Paesi dove la sua stessa vita sarebbe a rischio. La sua presunta appartenenza a ’Fatah-Consiglio Rivoluzionario’, quando ancora era in palestina, un’organizzazione dichiarata fuori legge da Israele e da numerosi Paesi arabi, gli comporterebbe il rischio di eventuali ritorsioni e ulteriori pene in qualsiasi Stato mediorientale. Due lettere, una dell’OLP e l’altra di Fatah, datate entrambe1/7/05 dichiarano esplicitamente che Said Abdel non può rientrare in palestina. Per questo motivo che Said Abdel vorrebbe chiedere asilo politico all’Italia e vorrebbe lanciare un appello alle associazioni, i comitati di solidarietà con il popolo palestinese, le associazioni per la difesa dei diritti umani e dei migranti, per aiutarlo per porre fine a questa sua odissea e che questa sua vicenda venga portata a conoscenza di un numero sempre maggiore di persone. Vi ringrazio per l’attenzione. firmate la petizione qui: qui altre info su Said |
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