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attualità > rassegna stampaTroppo grande e profondo...tratto da guidasicilia.it del 5 agosto 20055 agosto 2005Si teme il peggio per i 130 immigrati a bordo di un barcone che si è disperso ieri nel Canale di Sicilia
Prima c’è un mare di sabbia. Le alte dune sembrano onde bloccate nel loro movimento, poi ci sono enorme distese d’oro, lisce come il mare in assenza di vento.
Prima si deve atterversare questo mare fatto di minuscoli granelli, ed è dura arrivare fino alla linea della sua fine. La notte scorsa a Linosa sono sbarcati 168 immigrati, tra cui alcune donne e bambini. Un altro barcone, con almeno 130 persone a bordo, si è disperso e non se ne trova traccia. Chi è, o era, in quel barcone, ha lanciato la richiesta di soccorso telefonando con un cellulare ad alcuni parenti in Puglia e Piemonte. Questi ultimi hanno avvisato la Guardia di Finanza e la polizia. La segnalazione è stata smistata anche alle centrali operative della Guardia Costiera. All’alba sono riprese le ricerche nel Canale di Sicilia, dove in questo momento le condizioni meteo-marine sono proibitive, con mare forza 4-5 e vento forza 7 da nord-ovest. Nelle operazioni di soccorso, coordinate dalla Capitaneria di porto di Palermo sono impegnati una motovedetta della Guardia Costiera, un aereo Atlantic, un elicottero e la nave Foscari della Marina Militare. Il raggio d’azione delle ricerche è molto vasto e si estende dalla zona a nord a quella a sud di Lampedusa. Sempre stamane i 168 immigrati avrebbero dovuto lasciare la più piccola isola delle Pelagie, ma le avverse condizioni meteo hanno impedito l’arrivo dell’aliscafo. Così i clandestini eritrei resteranno oggi a Linosa. L’altro ieri invece, a Porto Empedocle (AG), un gruppo di immigrati in procinto di salire a bordo del traghetto proveniente da Lampedusa che doveva trasferirli nel Centro di Permanenza di Crotone sono riusciti a fuggire durante una protesta della Rete Antirazzista. Gli attivisti, che hanno da giorni iniziato un tour delle coste siciliane con delegazioni di parlamentari chiedevano che una delegazione composta da un avvocato e due interpreti salisse sull’autobus dei 60 immigrati per spiegare agli stranieri i loro diritti. Alla risposta negativa delle forze dell’ordine si è generata una situazione di tensione e un gruppo di una trentina di immigrati ne hanno approfittato per rompere i vetri dei finestrini e scappare. Per gli altri che sono fuggiti, dopo il deserto e il mare, forse una speranza... |
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