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Nel 2005 espulsi più di 4.000 clandestini

L’opposizione insorge: «Violano perfino la legge Bossi Fini»

dal Corriere Canadese dell’11 agosto 2005

11 agosto 2005

Si susseguono gli arrivi di clandestini sulle coste siciliane, ma proseguono anche le espulsioni. Ieri è toccato a 65 egiziani, caricati su un charter diretto in Libia. Dall’inizio dell’anno sono stati espulsi complessivamente 4.137 stranieri rintracciati in posizione irregolare in Italia: 1.955 egiziani, 1.920 romeni, 219 nigeriani e 43 cinesi.
Allo scopo sono stati utilizzati 61 voli charter. Dall’opposizione si levano proteste contro quelle che vengono definite "deportazioni".
Lo scorso anno le espulsioni, con 71 voli charter, erano state 4.900: 1.576 in Romania, 354 in Nigeria, 2.653 in Egitto, 84 in Eritrea, 30 in Ecuador e 203 in Srilanka.
Il direttore centrale dell’Immigrazione e della polizia delle frontiere, Alessandro Pansa, ha spiegato che «solo il 10% degli immigrati raggiunge il nostro Paese via mare, in genere partendo dal Nord Africa o dai Paesi subsahariani, ma è quello che preoccupa di più per l’impatto, per la sicurezza dei clandestini costretti a viaggiare come mezzi di fortuna e vittime, più degli altri, del rischio sfruttamento».
Nell’ultima Relazione al Parlamento, i servizi segreti hanno rilevato il rischio che l’immigrazione clandestina possa essere un canale d’ingresso in Italia anche di terroristi. Commentando le espulsioni odierne, Giusto Catania, eurodeputato di Rifondazione Comunista, parla di «atto criminale e incivile: il Governo italiano continua ad essere complice di eccidi.
Spesso infatti i migranti caricati sui voli charter vengono abbandonati nel deserto, alcune volte lasciati marcire dentro lager libici oppure riconsegnati ad autorità di regimi autoritari».
L’Italia, conclude Catania, «non può continuare a esercitare questa vergognosa politica, infischiandosene delle decisioni del Parlamento Europeo e della Corte di Strasburgo».
Sulla stessa lunghezza d’onda la deputata verde Tana De Zulueta. Il Governo, ha spiegato, «nell’ espellere questi migranti viola non solo gli obblighi internazionali in materia di asilo (respingendo potenziali richiedenti asilo in uno stato che non ha firmato la Convenzione di Ginevra e viola i diritti umani), ma la stessa Bossi-Fini. Nessuna di queste espulsioni da Lampedusa in Libia è mai stata convalidata da un giudice di pace, come prevede la legge».
Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell’Arci, definisce il rimpatrio di ieri un’«ulteriore espulsione di massa» e lamenta il silenzio dell’opposizione. «Dove sono - chiede - i leader del centrosinistra? Va bene che è agosto e che c’è la vicenda di Bankitalia, ma queste espulsioni, illegali, pare proprio non interessino a nessuno».
È stata la Cassazione a pronunciarsi nei giorni scorsi sulle espulsioni collettive, dando il via libera alla pratica a condizione che il provvedimento espulsivo del prefetto sia motivato, anche con argomentazioni identiche, per ogni singola persona priva dei documenti in regola.
La sentenza della Suprema Corte ha così accolto il ricorso della prefettura di Milano contro il decreto del tribunale di Milano che aveva annullato i decreti di espulsione di 15 romeni avvenuto pochi giorni prima.