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cittadinanza > intervisteWelcome to TijuanaUn’intervista sulla situazione alla frontiera tra Messico e Stati Uniti19 ottobre 2005Ascolta l’approfondimento dal Messico a cura di Matteo, Global Project durata 14:46
I 1.500 kilometri di frontiera fra il nord del Messico e gli Stati Uniti è uno dei confini più militarizzati al mondo. A questo si aggiungono corpi di «pattuglie volontarie», spesso armate, che si sono dati il nome di Minutemen (così si chiamavano i volontari durante la rivoluzione statunitense), attivi soprattutto in Arizona, e i "coyoteros", loschi personaggi che organizzano l’attraversamento del confine facendosi pagare migliaia di dollari, per poi spesso abbandonare i migranti nel deserto. Nell’ultimo anno e mezzo la pressione dei flussi si sta concentrando sull’Arizona. La governatrice repubblicana di questo stato ha raggiunto un accordo bilaterale con lo stato messicano di Sonora, situato nella parte nord-occidentale del paese, per la costruzione di un carcere per migranti in territorio messicano. L’introduzione di un accordo, nel giugno 2004, tra Stati Uniti e Messico, il cosidetto "Piano di rientro volontario" facilita le espulsioni. La scelta, per i disperati che tentano di raggiungere gli Stati Uniti, è tra il carcere o il "rientro volontario", cioè l’espulsione. |
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