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sans-papiers > guida legislativaCommento al Rapporto della delegazione della Commissione europea al CPT di Lampedusa4 ottobre 2005Il 15 e 16 settembre scorso una delegazione di parlamentari europei ha effettuato una visita (preannunciata da tempo) presso il Centro di Permanenza Temporanea (CPT) di Lampedusa. Tale centro viene utilizzato per accogliere sia persone che richiedono asilo, sia migranti che dovranno poi essere “smistati” verso altri CPT ( Trapani, Crotone, Agrigento, Caltanissetta, ecc..) ai fini della successiva espulsione verso i paesi di provenienza. Vedi il Rapporto originale della Commissione europea LIBE in lingua francese
La Commissione europea dovrà valutare con attenzione le informazioni raccolte nell’ambito della missione dei parlamentari all’interno del CPT di Lampedusa. Se si dovesse ritenere - in particolare per quanto riguarda i richiedenti asilo - che è stata violata la direttiva 2003/9/CE del 27 gennaio 2003, che stabilisce norme minime relative all’accoglienza dei richiedenti asilo negli Stati membri, che è stata recepita dall’Italia con D.Lgs. 30 maggio 2005, n. 140, potrebbe essere avviata una procedura di infrazione nei confronti del governo italiano, disponendo nuove ispezioni da parte della Commissione. Il Rapporto si conclude con alcune valutazioni piuttosto preoccupanti rispetto ai seguenti temi: · le espulsioni dei migranti verso la Libia effettuate dal governo italiano; · le condizioni di vita nel CPT che restano precarie e totalmente inadeguate al flusso migratorio verso Lampedusa; · le autorità italiane hanno manifestato una trasparenza insufficiente di fronte all’accesso ai documenti che certificano la situazione giuridica delle persone alloggiate nel centro. Tuttora la delegazione attende dal Ministero dell’Interno la ricezione dei dati riguardanti la presenza nel centro dei decreti di espulsione; · la delegazione chiede alla Commissione europea di fare un rapporto al Parlamento europeo sulla missione recentemente effettuata dalla stessa in Libia, per verificare le condizioni dei centri di detenzione dei migranti. In altre parole la delegazione chiede anche di sapere come stanno le cose in Libia che è il paese dove sono rispediti la maggior parte dei migranti detenuti all’interno del CPT di Lampedusa. L’incontro con le autorità italiane E’ evidente che il governo ha ordinato le “pulizie di primavera” prima della visita, sfoltendo pesantemente il numero dei migranti presenti all’interno della struttura. “I parlamentari non hanno potuto visionare il registro delle presenze, con gli arrivi e le partenze, perchè questo registro non era nel centro”. E’ paradossale che essendo Lampedusa un’isola, questi registri si trovino negli uffici della Prefettura di Agrigento in Sicilia! A cosa possa servire tenere il registro presenze del CPT (fatto per essere aggiornato in tempo reale) in un altro luogo situato a centinaia di chilometri di distanza, con il mare in mezzo, lo lascio giudicare ai lettori. “A più riprese è stato richiesto di avere accesso ai dati, senza ottenerli. E’ stato ugualmente impossibile avere accesso ai decreti di espulsione perchè, anche questi, si trovano presso la Prefettura di Agrigento”. In altre parole la documentazione sui provvedimenti restrittivi nei confronti di queste persone, non è stata fatta trovare presso il CPT di Lampedusa. “Le autorità hanno fornito altre cifre: · la capacità del centro di Lampedusa si è elevata a 186 posti; · nel 2004 sono transitate nel CPT 10.497 persone, di cui 412 minori e 309 donne; · tra aprile e ottobre tale numero si eleva normalmente a 350-400 persone; · in estate il centro, in certi giorni, ha dovuto accogliere fino a più di 1000 persone; · la durata media della permanenza nel CPT per ogni persona è di 4-5 giorni. Il Questore ha ammesso che la presenza di soli 11 persone in periodo estivo è da considerarsi eccezionale”. La gestione del centro In altre parole, di fronte ai 21 euro che riceveva la precedente gestione del centro (l’amministrazione comunale) ora, che guarda caso presiede Daniele Giovanardi, si è passati a ben 85 euro… Proprio un bell’affare. La procedura di accoglienza Sembra inverosimile che si possa “fare finta” di garantire una assistenza legale indicando degli avvocati astrattamente disponibili che si trovano a centinaia di chilometri di distanza e, quindi, impossibilitati ad assistere in tempi brevi gli interessati. Le autorità italiane hanno dichiarato che ci sono pochi richiedenti asilo e la maggior parte delle persone che sbarcano a Lampedusa sono immigrati economici…”. In pratica, da questo Rapporto, traspare il forte sospetto che a Lampedusa esistano delle grosse difficoltà a chiedere asilo in Italia. La visita la centro I letti a castello erano senza lenzuola e, soprattutto, non c’erano vetri alle finestre. La spiegazione delle autorità su questa situazione è stata che, a causa dei numerosi litigi, le finestre sono costantemente rotte. Come dire “tanto vale non aggiustarle”. La delegazione sottolinea nel Rapporto che in un colloquio con un carabiniere questi ha negato che ci fossero state risse o litigi di recente. Un altro capannone “contiene la cucina e una sala completamente vuota prevista per i colloqui con gli avvocati. Nella sala per gli avvocati non c’è nulla, ne tavoli, ne sedie”. In effetti se gli avvocati non vengono la sala per forza rimane vuota…!!! “Dalle testimonianze di deputati che nel passato avevano partecipato ad altre visite, il centro di Lampedusa non rappresentava la realtà”. In pratica il centro è stato svuotato dei suoi “ospiti”, messo in ordine e pulito, creando una situazione palesemente artificiale.
Le testimonianze dei migranti Le domande di chiarificazione al Governo italiano
La delegazione del Parlamento europeo attende ancora chiarimenti esprimendo le preoccupazioni che abbiamo commentato. Speriamo che il Parlamento europeo, oltre ad esprimere delle preoccupazioni - come ha fatto finora - esiga delle risposte alle domande sollevate e, soprattutto, degli interventi. |
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