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attualità > rassegna stampaPolitica «partecipata» alla prova dei Cptda Il Manifesto del 6 novembre 20057 novembre 2005A Bari la terza assemblea nazionale della Rete del nuovo municipio sul «federalismo solidale»
ANTONIO MASSARI BARI Secondo il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, «bisogna partire dai beni comuni. Altrimenti non riusciremo a liberare la democrazia, politicisticamente muta rispetto ai bisogni di massa. Il processo partecipato non può essere una fiction: è la capacità di pensare collettivamente al futuro». E Vendola torna a parlare dei Cpt: «Superamento, umanizzazione, chiusura. Basta con le definizioni: servono solo a dire che c’è un centro, una sinistra riformista e una radicale. Ora bisogna finalmente entrare nel merito della questione». Un sindaco della Val di Susa chiede sostegno per la manifestazione del 16 novembre: «L’alta velocità, prevista fra Torino e Lione, è un’opera contestata dalle realtà locali e rappresenta un danno ambientale irreversibile: ai sindaci nei giorni scorsi è successo di sopportare le cariche e le manganellate della polizia». Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, ammette gli errori: «Hai voglia di parlare di modelli partecipati quando devi nominare i vertici delle aziende municipalizzate o delle Asl: ci siamo contraddetti, questa è la verità. Aiutateci a costruire lo schema del bilancio partecipato». Come Vendola, torna a discutere del Cpt di Bari, contro il quale - insieme con la Provincia - il Comune ha adottato una delibera. Ma alle parole di Emiliano si contrappongono quelle del verde Alessandro Metz, consigliere regionale del Friuli: «Siamo stanchi di sindaci come quelli di Bari e Gorizia che nei cortei sfilano con noi e poi si defilano quando è il momento di agire. Facciano qualcosa: disobbediscano amministrativamente, impediscano nei Cpt l’allacciamento di luce gas e acqua». «Non siamo i responsabili di questi allacciamenti», si difende Emiliano. E Metz: «Lo sappiamo. Ma sarebbe un gran gesto rifiutare l’autorizzazione, come per una struttura abusiva: se non considerate abusivi i Cpt, allora di quale partecipazione stiamo parlando? Rappresentano il vero discrimine per la politica partecipata, perché su tutto il resto possiamo programmare e discutere, ma i Cpt sono qui e ora, e bisogna prendere una posizione chiara e immediata: qui si misura il passaggio dalle parole alle pratiche». Alla giornata di lavoro hanno partecipato oltre 500 persone. Nel pomeriggio, in concomitanza con la chiusura dei lavori, è iniziato un nuovo appuntamento nazionale, il «Cantiere per la democrazia», promosso da Carta, che si protrarrà per tutta la giornata di oggi. |
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