TRIESTE - Erano quasi 60 mila alla fine dell’anno scorso (oggi dovrebbero aggirarsi intorno ai 69 mila) e il loro numero potrebbe raddoppiare nel 2010: questa la linea di tendenza degli immigrati stranieri nel Friuli Venezia Giulia, come prevista dall’annuario statistico che la Regione ha commissionato all’Istituto di ricerche economiche e sociali e che è stato presentato ieri dall’assessore Roberto Antonaz. Una «proiezione» – è stato sottolineato da Stefano Bertoni, ricercatore dell’Ires – basata sul ritmo di crescita delle residenze degli stranieri fra il 1996 (quando si registrarono meno di 20 mila unità) e il 2004.
Il dato (59.168 residenti, pari al 5% della popolazione regionale e con un incremento di 7400 unità da un anno all’altro) pone il Friuli Venezia Giulia in una posizione mediana in campo nazionale. Una peculiarità regionale le provenienze: in testa i Paesi balcanici (capofila l’Albania con 9.488 unità, 13% in più dell’anno precedente). Seguono Serbia-Montenegro, Romania, Croazia, Bosnia-Erzegovina; seguono Ghana, Marocco, Ucraina e, con 1500 unità, la Cina.
Assai alta la presenza delle donne, che totalizzano l’86% dell’emigrazione dall’Ucraina. E passando dalle residenze effettive ai permessi di soggiorno rilasciati dalle questure (che l’anno scorso risultavano 76.409, con un aumento del 23,1% rispetto al 2003) la presenza femminile appare ancora più evidente: la media è del 48%, con una punta del 57,3% a Pordenone (e ascrivibile alle mogli degli americani della base di Aviano).
Mercato del lavoro. Nel corso del 2004 sono state quasi 26 mila in regione le assunzioni complessive riguardanti i lavoratori extra-comunitari. Il saldo derivante dalla differenza fra assunzioni e cessazioni è positivo su tutto il territorio regionale, ed è indicativo di una progressiva stabilizzazione della componente immigrata sul locale mercato del lavoro. Così in provincia di Udine, dove le assunzioni sono state l’anno scorso 9212 e le cessazioni 8067, il saldo positivo è di 1145 unità; nel Pordenonese (8846 assunzioni e 7079 cessazioni) è stato di 1767 unità; nell’Isontino (3374 assunzioni, 2798 cessazioni) di 576 unità; a Trieste di 631 (4533 le assunzioni, 3902 le cessazioni). In tutto il Friuli Venezia Giulia: 25.965 assunzioni e 21.846 cessazioni, con un saldo attivo di 4119 unità.
Interessanti anche le previsioni d’assunzione per il 2005: esse raggiungono infatti, per quanto riguarda il personale extra-comunitario, il massimo valore d’incidenza con il 40,7 per cento. Nelle previsioni delle due assunzioni su cinque sarebbero dunque relative a cittadini immigrati. Perciò il Friuli Venezia Giulia sopravvanza in questa graduatoria l’Emilia Romagna, che si colloca al secondo posto con il 33,9% (laddove la media nazionale è pari al 28,7%).
Ulteriore segno di stabilizzazione: è diminuito del 21,8% da un anno all’altro il totale delle rimesse ai Paesi d’origine (mentre il dato nazionale segna un aumento del 79,4%): ciò vuol dire che la gran parte degli immigrati ha ricostituito qui la propria famiglia.
Ed ecco risultano aumentati del 22 per cento, da un anno all’altro, i bambini stranieri iscritti alle scuole infantili, del 26% alla scuola primaria, del 23,5% alla scuola secondaria di primo grado e del 29% alla scuola secondaria di secondo grado.
Giorgio Pison