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Cpt, Viminale in rosso

Casse vuote per ampliare i centri destinati agli stranieri irregolari.

da Il Manifesto del 6 giugno 2006

6 giugno 2006

Cinzia Gubbini

Ampliare i centri di permanenza temporanea? Costruirne di nuovi? Magari al ministro dell’Interno Giuliano Amato l’idea non dispiacerebbe. Ma, aldilà delle oggettive divergenze politiche su uno dei temi più caldi del programma dell’Unione, la verità è che il Viminale non ha una lira. Casse vuote, emergenze e buchi da tamponare sul fronte della sicurezza, tanto che in queste ore nel corridoio del ministero dell’Interno è caccia a chi fornisce a destra e manca informazioni di questo tipo. Bisognerà verificare addirittura la disponibilità di risorse per ristrutturare i centri esistenti, a partire da quello di corso Brunelleschi a Torino, dove i settanta posti letto disponibili sono ospitati in invivibili container, e dove sabato scorso c’è stata una rivolta che ha prodotto la fuga di 18 migranti e il ferimento di sei agenti della polizia. Intanto, ieri il presidente della Camera Fausto Bertinotti, in visita al Mugello, ha detto la sua sulle strutture inaugurate dalla Turco-Napolitano che da dieci anni dividono la sinistra: «Non sono centri di accoglienza - ha dichiarato - Basterebbe vedere i cpt, basterebbe frequentarli: anche coloro che ne sostengono l’esistenza non mi pare che siano in grado di poter dire che siano luoghi di accoglienza con uno standard di civiltà come quello che è necessario per ogni luogo dove vivono delle persone»

Ispezione del Viminale
Questa mattina il prefetto Anna Maria D’Ascenzo, capo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, si recherà nel cpt del capoluogo piemontese insieme a uno staff tecnico per verificare i danni prodotti all’interno del centro dalla rivolta degli immigrati. Ma sul piatto torinese c’è soprattutto la volontà del sindaco Sergio Chiamparino di procedere al più presto a una ristrutturazione del cpt. Ieri il primo cittadino ha dichiarato di essere in attesa di un confronto con Amato. L’ipotesi di Chiamparino è di togliere di mezzo i container e di costruire dei prefabbricati, e con l’occasione più che raddoppiare il numero di posti disponibili: da 70 a 180. Dopo la sommossa dei cosiddetti «ospiti» la polizia è al lavoro per individuare i responsabili, e ieri in questura era in corso la visione dei filmati registrati dalle telecamere a circuito chiuso posizionate nella struttura. Intanto i 18 «evasi» sono stati tutti denunciati a piede libero per danneggiamento aggravato e lesioni.

I costi dei cpt
Nel 2004, quando i cpt operativi erano 15, le spese totali per la gestione furono - nei primi nove mesi - di 30 milioni 440 mila euro. Sempre nei primo nove mesi del 2004, su 11. 883 trattenuti furono effettivamente allontanati 5.688 cittadini stranieri. Nel frattempo è stato chiuso il centro di Lecce San Foca e si sono aggiunti quello di Gorizia e di Bari.

Le prossime mosse del governo
Dal «ritiro spirituale» di San Martino in Campo non sono venute indicazioni specifiche su come proseguire sul fronte dell’immigrazione. D’altronde quali saranno i primi provvedimenti concreti è già noto: giovedì in Consiglio dei ministri si parlerà del disegno di legge sulla cittadinanza. Il giovedì seguente dovrebbe invece arrivare al tavolo dei ministri il provvedimento che aprirà le porte ai 315 mila «esclusi» dal primo decreto flussi dell’anno. Su come cambiare la legge del 1992 che regola l’accesso alla cittadinanza in Italia le idee non sono ancora chiarissime. Di certo non si perseguirà l’istituzione di uno ius soli puro, riconoscendo cioè automaticamente la cittadinanza ai bambini nati in Italia da due genitori stranieri. Piuttosto si cercherà un nuovo equilibrio tra ius soli e ius sanguinis, probabilmente riconoscendo la cittadinanza ai bambini nati da una coppia straniera che vive in Italia regolarmente da almeno quattro o cinque anni. Qualcuno vorrebbe inserire come requisito il possesso della carta di soggiorno. A quel punto, però, anche la normativa sulla carta andrebbe rivista, poiché la Bossi-Fini ha allungato il tempo per ottenerla a sei anni (prima erano 5).