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Il rischio di pronunciare la parola diritti umani

Intervista a Said, testimone del pestaggio nel CPT e arrestato pochi giorni prima del processo

18 giugno 2006

Said è uno degli immigrati che ha avuto il coraggio di denunciare le violenze che si compiono dentro alle Abu Grahib italiane, i centri di permanenza temporanea.

Il pestaggio che ha subito insieme ad altri immigrati nel marzo del 2003 all’interno del Cpt di Via Mattei, Said lo ha raccontato a tutti. Le sue testimonianze hanno condotto all’imputazione di 4 agenti di polizia, che verranno giudicati a partire dal prossimo 20 luglio.
A pochi giorni dall’avvio del processo, a cui non può partecipare perché non ha più il permesso di soggiorno, Said è stato prelevato dalla sua abitazione e rinchiuso in una stanza di sicurezza in caserma. Abbiamo incontrato Said il giorno prima, e vi proponiamo l’intervista che gli abbiamo fatto.

Domanda: Sei testimone di un pestaggio ma al contempo sei testimone di tutti gli immigrati che subiscono leggi razziste e la detenzione nei CPT. Cosa si potrebbe fare a tuo avviso perché più voci di migranti prendessero il coraggio per raccontare? Quali sono gli ostacoli?

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Domanda: Come sentono e vivono i detenuti dei Cpt le manfestazioni e le azioni condotto all’esterno delle gabbie? Mentre si è prigionieri si sente la pressione dall’esterno?

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Domanda: Come ti sei trovato a Bologna, dove vivi da tanti anni?

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Domanda: Come vivi la contraddizione di Bologna che da un lato è la città dove hai amici e dove c’è un movmento attivo contro i Cpt ma dall’altro è il luogo dove stai subendo una fortissima repressione?

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Domanda: Cosa pensi del dibattitto sul superamento dei CPT?

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