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attualità > rassegna stampaRivolta al Cpt. Ma degli operatoriLa fuga di 4 clandestini rivela tutte le situazioni di disagio nella struttura.da La Gazzetta del Mezzogiorno del 15 giugno 200616 giugno 2006I dipendenti della società di gestione «La Misericordia» denunciano: «Niente stipendi da quattro mesi. Eppure la Prefettura paga».Gianluigi De Vito Il secondo appuntamento è per le «carte», il primo è stato quello che ha cominciato a togliere il velo sulla gestione del Cpt (Centro di permanenza temporanea) di Bari bucando anche la barriera di silenzio sulla fuga di quattro immigrati avvenuta tra il 20 e il 21 maggio. La telefonata arriva 20 minuti dopo l’appuntamento-bis: «Hanno rotto il cristallo posteriore dell’auto, hanno rubato le cartelle dentro le quali avevamo i documenti. Arriviamo con ritardo». Dunque, comincia con un giallo, e una strana coincidenza, la giornata più lunga di un gruppo di operatori delle Misericordie. Più di uno di loro fino a qualche giorno fa era in servizio al Cpt con incarichi non secondari. E adesso sono davanti al cronista per puntare l’indice contro quella che definiscono «una cattiva gestione». E con loro ci sono anche i governatori delle Misericordie di Bari, Giovanni Bimbo, di Molfetta, Giacoma Gadaleta, e di Barletta, Bernardo Pacca. Hafid Khayati, marocchino di Taounate, aveva l’incarico di coordinatore responsabile degli interpreti. Che cosa c’entrano? C’entrano eccome. Perché la convenzione che ha reso possibile l’attivazione del Cpt vede, tra le parti, la Prefettura (per conto del ministero dell’Interno) e sei confraternite (le tre già citate e quella di Andria, Corato e Bitritto). Ciascuno di questi governatori secondo uno schema tracciato dal coordinatore Gilardi ha provveduto a fare assunzioni di operatori o di altre figure necessarie, ma anche a proporre preventivi di spesa o ad attivare servizi per la gestione, come forniture di scarpe, vestiario, pulizia e altro. Ed ecco allora che i governatori si ritrovano nella veste di datori di lavoro nei confronti di operatori delle Misericordie che hanno firmato il contratto. Datori di lavoro insolventi visto che gli operatori non vengono pagati. Da qui le proteste contro la direzione del Cpt che non gira i soldi per pagare i compensi. Vista così sembrerebbe una vicenda di beghe interne. In realtà per spiegare la «cattiva gestione» vengono rivelati dettagli da brividi: pacchetti di sigarette e schede telefoniche forniti in quantitativi maggiori per «calmare gli animi»; dosi di «Artan», uno psicofarmaco, somministrate senza troppi controlli (solo da poco pare che venga accertato che l’immigrato ingerisca la pillola). E soprattutto i pasti (come dimostrano le bolle della «Aga srl» che ha vinto l’appalto per la fornitura di cibo) somministrati senza distinzioni e cioè dando la carne di maiale o la carne bovina a chi per fede sceglie di non mangiarla. Il direttore del Cpt, Vito Fato, respinge tutto e Gianfranco Gambelli, presidente nazionale della Confederazione delle confraternite (il numero uno delle Misericordie era ieri al Cpt) parla di «scelte fatte per assicurare le persone giuste al posto giusto». |
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