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Rosato: «Tempi lunghi per arrivare alla chiusura del Cpt di Gradisca»

Il sottosegretario agli Interni ha incontrato gli esponenti della giunta comunale di Gradisca e il presidente della Provincia di Gorizia.

Dal Piccolo e dal Messaggero Veneto del 24 giugno 2006

24 giugno 2006

Momenti di tensione tra i manifestanti, la scorta dell’onorevole e le forze dell’ordine.

GRADISCA - «Sulla spinosa questione dei Cpt il mio pensiero è esattamente quello del ministro Amato: va affrontato in maniera complessiva il fenomeno dell’immigrazione, di cui i Cpt sono una delle tante problematiche da risolvere». Con queste parole il sottosegretario all’Interno, Ettore Rosato, ha sintetizzato la posizione del governo sulle strutture per clandestini nel corso del vertice tenutosi a Gradisca.
Un’impostazione che sposa in pieno quella data dal titolare del Viminale, il cui primo passo è stato quello di affidare a una commissione d’inchiesta il compito di fare chiarezza sulla controversa realtà dei Cpt. Ma si tratta di una posizione che non piace ai movimenti che si battono per la chiusura dei Cpt: una trentina di attivisti ha atteso l’arrivo di Rosato a palazzo Torriani, protestando e chiedendo di essere ammessa al summit voluto dal sindaco Tommasini.
Ne sono scaturiti alcuni momenti di tensione, con qualche spinta fra i manifestanti e il cordone di agenti che presidiava l’ingresso del municipio. Quasi un’ora e mezzo più tardi Rosato ha ascoltato le ragioni degli attivisti, in un vivace scambio di battute sotto il sole. «Il problema verrà risolto, anche se non pretendo che condividiate la tempistica che ci siamo dati – ha detto Rosato -. Trovo che quella di Amato sia una scelta di buonsenso: prendersi tutto il tempo possibile per arrivare a quel superamento dei Cpt che abbiamo inserito nel programma di governo».
Una prima tappa – come annunciato dal presidente della Provincia Gherghetta – potrebbe essere l’adesione alla rete di enti locali voluta dal sindaco torinese Chiamparino: in attesa del «superamento» si lavorerà sulla qualità di vita. «Meno filo spinato e più servizi», ha sintetizzato Gherghetta. Troppo poco, secondo il fronte NoCpt: «Ci saremmo attesi segnali di trasparenza e di rottura col recente passato – hanno affermato i manifestanti – dopo che per mesi avete accusato il centrodestra di aver aperto le strutture di Gradisca e Bari per mere ragioni elettorali. Il vostro benvenuto non è stato dei migliori, sappiate che su temi come questi non esistono governi amici». «Non l’ho mai pensato», replicherà Rosato.
Il sottosegretario in precedenza aveva spiegato come «il tema dei Cpt vada inserito e risolto in un quadro più complessivo. L’ampliamento delle quote, ad esempio, è un atto doveroso che ci permetterà di combattere un meccanismo che attualmente alimenta clandestinità e lavoro nero».
Sono state molte le problematiche del territorio affrontate da Rosato con le istituzioni locali. Presenti i parlamentari Maran e Pegorer, il presidente provinciale Gherghetta e l’assessore Marincic, i consiglieri regionali Brussa, Bolzan, Paselli e Carloni, i vertici di Prefettura e Questura e numerosi sindaci e assessori del territori, che Rosato ha definito «dalle enormi potenzialità, specie nell’ottica di un rapporto sempre più fitto con la vicina Slovenia». A riguardo il presidente Enrico Gherghetta ha confermato come le Province di Gorizia e Trieste approveranno un ordine del giorno congiunto per il superamento delle moratorie nei confronti dei lavoratori transfrontalieri.
Luigi Murciano

«E’ previsto il superamento dei Cpt»
GRADISCA. «È previsto il superamento dei Cpt». Questo il refrein ribadito a più riprese ieri dal sottosegretario del ministero dell’interno Ettore Rosato al termine dell’incontro svoltosi nel pomeriggio a palazzo Torriani tra l’esponente governativo, il sindaco Franco Tommasini, altri membri della giunta comunale, il presidente della Provincia di Gorizia Enrico Gherghetta e altri amministratori, parlamentari e consiglieri regionali.
Ma quando si è trattato di “tradurre” il significato concreto dell’obiettivo “superare i Cpt” Rosato si è trincerato ieri dietro l’ironia sottolineando come tale “traduzione” non possa ancora essere “svelata”. Per il sottosegretario più che illustrare l’obiettivo, è più opportuno illustrare il “metodo”.
«La volontà del governo e del ministro Amato è quella di affrontare attraverso un piano complessivo la problematica dell’immigrazione. Non esiste soltanto il problema Cpt di per se stesso – ha sottolineato Rosato –. Comunque, sia chiaro che per i Cpt è previsto il superamento. In questo senso la “traduzione” in termini organizzati e legislativi di tale superamento sta nel lavoro della commissione preposta, e in un percorso che sarà fatto di lavori parlamentari in collaborazione con esperti, esponenti della società civile, nonché coinvolgendo anche gli enti locali perché questo è un tema estremamente delicato e serve la massima condivisione».
Insomma, chi si aspettava un annuncio del tipo «chiuderemo subito il Cpt di Gradisca» è rimasto deluso, a cominciare dal gruppo di manifestanti anti-Cpt che ha contestato Rosato. Attimi di tensione si sono vissuti al momento dell’ingresso del sottosegretario nella sede municipale, ingresso protetto dalla scorta e dalla barriera umana formata dalla polizia, con i manifestanti che facevano pressione per entrare. «Sono volati dei calci – ha denunciato poi il leader della Rete del precariato sociale Andrea Olivieri – da parte degli uomini della scorta».
Al termine dell’incontro, in un clima di minor tensione, Rosato ha accettato di incontrare i manifestanti fuori dell’edificio, ma anche in questo caso l’accoglienza è stata tutt’altro che accomodante suggellata da una richiesta perentoria: «Questo Cpt va chiuso perché è illegittimo dal punto di vista amministrativo. Basta una circolare che blocchi l’arrivo di altri clandestini».
A tale proposito lo stesso sindaco Tommasini si è proclamato maggiormente “comprensivo”: «Ci rendiamo conto – ha affermato il primo cittadino – di come l’obiettivo di cancellare questa struttura, con quello che è costata, non sia facile, ma ribadiamo la nostra contrarietà al Cpt».
Tornando a Rosato, il sottosegretario ha sottolineato come «l’immigrazione clandestina si possa combattere anche aumentando le quote degli ingressi regolari» e sostenuto la necessità di trovare le risorse per valorizzare le caserme dismesse e il castello di Gradisca.
Al termine dell’incontro, al quale hanno partecipato anche i consiglieri regionali Mirio Bolzan, Maurizio Paselli, Maria Cristina Carloni e Franco Brussa, i parlamentari Alessandro Maran e Carlo Pegorer nonché il prefetto Roberto De Lorenzo, Gherghetta ha annunciato l’intenzione della Provincia di collaborare con il sindaco di Torino Chiamparino in merito alla proposta lanciata dal primo cittadino torinese di studiare un’ipotesi di superamento del modello dei Cpt attraverso la creazione di una rete di servizi per gli immigrati che veda il coinvolgimento degli enti locali.
Piero Tallandini