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attualità > rassegna stampaSilenzio sui no-global arrestatiPreoccupati i genitori dei 5 giovani bloccati a Barcellona mentre manifestavano contro un Cpt per immigrati clandestini .da La Nuova di Venezia e Mestre del 26 giugno 200626 giugno 2006Per Luca Casarini «la polizia spagnola rallenta le procedure» Prossimo corteo anti-centri a Gradisca.Non ci sono ancora notizie certe sui 5 giovani veneziani, attivisti dell’area antagonista, arrestati sabato in Spagna, dopo una manifestazione contro la costruzione del più grande Cpt (Centro di permanenza temporanea) d’Europa, nei pressi di Barcellona. La quasi totale assenza di notizie sulle condizioni di Anna, Angela, Claudia, Maria e Andrea (alcuni di loro erano a Barcellona per compiere una radiocronaca per radio Sherwood o per girare un video sulla manifestazione) acuiscono la forte preoccupazione delle famiglie e, comprensibilmente, già c’è chi dice di voler montare sul primo aereo per andare a riprendersi la figlia.
Effettivamente, poche sono le rassicurazioni che giungono dalla penisola iberica. Di sicuro c’è solo il fatto che, durante l’arresto, i testimoni non hanno assistito ad abusi da parte delle forze dell’ordine. Il che fa ben sperare. «Quello che capita tra le mura della prigione spagnola, però - commenta un giovane dei centri sociali - non possiamo saperlo». Tra il silenzio dei cellulari degli arrestati e la pressoché completa assenza di risposte da parte del Governo spagnolo, a parlare è Luca Casarini, leader dei disobbedienti, che, messosi in contatto con gli avvocati spagnoli che curano la difesa dei 59 arrestati (15 italiani, tra cui le 4 giovani e il ragazzo veneziani) riferisce la possibile scarcerazione per oggi. Casarini, però, sottolinea la discrepanza tra il pensiero del giudice catalano e la volontà della polizia: «Questa mattina (ieri, ndr) sulla prima pagina del quotidiano El Pais è stata diffusa la notizia dell’arresto dei nostri compagni e viene spiegato che, data la scarsa entità delle accuse (danneggiameto e manifestazione non autorizzata), il giudice voleva rilasciarli subito. La Guardia Civil, invece, ha insistito perché gli interrogatori fossero fatti, davanti al giudice, tra oggi e domani, tenendo in carcere i compagni almeno fino a lunedì». Per eventuali mobilitazioni in città, spiegano i giovani dei centri sociali, si aspetta, quindi, di vedere se, davvero, quest’oggi «i compagni arrestati ingiustamente» verranno scarcerati. «In caso contrario - aggiunge Tommaso Cacciari, del Lat (l’aula-laboratorio autogestito ai Tolentini) - se cioè la Guardia Civil cercherà di rallentare ulteriormente i tempi di scarcerazione con altre scuse insostenibili, saranno inevitabili iniziative in qualche rappresentanza spagnola». Nel frattempo, comunque, come annuncia Casarini: «Ci stiamo preparando per le giornate di mobilitazione, dal 19 al 23 luglio, a Gradisca d’Isonzo (dove parteciperanno anche molti compagni spagnoli), sempre contro i Cpt e per la difesa dei diritti dei migranti». L’arresto a Barcellona dei 59 attivisti, dunque, non ferma, anzi rafforza, la lotta dei disobbedienti che, più volte anche in questi giorni, hanno confermato la loro volontà di non cedere e di non accettare «alcun tipo di Centro di Internamento per migranti: campi di detenzione amministrativa per individui che non hanno commesso alcun reato penale». Vittorio Tonon |
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