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Immigrazione: intervista di Le Monde al ministro Ferrero

da Visti da lontano del 10 agosto 2006

14 agosto 2006

Nell’edizione di oggi, Le Monde presenta un’intervista al ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero: tema il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri di venerdì scorso in materia di naturalizzazione degli immigrati, e più in generale l’intero, complesso discorso dell’immigrazione.

Favorevole ad un politica di integrazione sociale, il ministro Ferrero giudica come necessaria la regolarizzazione decisa nelle scorse settimane; "abbiamo avuto 520.000 domande di regolarizzazione di lavoratori immigrati da parte di imprenditori o di famiglie italiane che si impegnano ad assicurare lavoro e sistemazione. Abbiamo dato a tutti la possibilità di avere l’accesso", osserva Ferrero, "la maggioranza di queste persone è già in Italia, e dire di no avrebbe significato mantenerli nell’illegalità".

Alla destra che sottolinea il fatto di come il provvedimento sembri a tutti gli effetti una regolarizzazione che può richiamare nuovi flussi migratori, il ministro della Solidarietà Sociale risponde che "non si tratta di una regolarizzazione".

"Per ottenere il permesso di soggiorno", continua Ferrero, "è necessario avere una richiesta di impiego e un attestato di alloggio. I clandestini hanno continuato ad affluire malrado le leggi restrittive. Il problema è stabilire un rapporto con i paesi d’origine non di erigere un muro. La destra, che ha seguito una politica di fermezza, ha regolarizzato 700.000 clandestini nel 2001 e oggi ve ne sono altrettanti. Noi siamo per una politica più flessibile e può darsi più rischiosa".

In conclusione il Ministro Ferrero detta le condizioni per potersi liberare della legge Bossi-Fini; cooperazione internazionale, aiuti ai paesi del Nord Africa sono tra le misure previste al fine di "creare le condizioni affinchè l’immigrazione non sia più una scelta individuale, al di fuori della legalità, ma sia gestita all’interno di una relazione tra Stati. La scelta della regolamentazione va nella direzione di una integrazione sociale che freni le organizzazioni criminali e gestisca i problemi legati all’immigrazione".

Una sfida che nasce dalla consapevolezza che sia utopico pensare di fermare l’immigrazione.

Tratto dal sito Visti da lontano