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attualità > rassegna stampaIl velo e le donne islamiche, appello di Prodida Il Corriere della Sera del 18 ottobre 200618 ottobre 2006Il premier sull’integrazione: «Sì al velo ma senza coprirsi il volto: è un fatto di buon senso». «Gli immigrati futuro dell’Italia».
Roma - Non vuole scoraggiarne né limitarne l’uso. Ne tantomeno proibirlo. E non arriva a definirlo un «segno di separazione» come ha fatto l’ ex ministro britannico Jack Straw. Per Romano Prodi la questione del velo si può risolvere applicando semplicemente la regola del «buon senso». Da qui l’invito rivolto alle donne musulmane che vivono in Italia a «non nascondersi». «Non puoi coprirti il volto. Se vuoi indossare il velo va bene, ma deve essere possibile vederti. È un fatto di buon senso, credo, è importante per la nostra società. Non si tratta di come ci si veste, ma se ci si nasconde o meno» spiega il premier in un’intervista esclusiva a Reuters.
Vertice UE - Un ruolo chiave riveste in questo senso il prossimo vertice Ue che si terrà in Finlandia a fine settimana. Italia, Francia, Spagna, Grecia, Cipro, Malta, Portogallo e Slovenia stanno facendo pressione sulla presidenza finlandese affinché l’immigrazione sia considerata una priorità nell’agenda europea. «A causa della libera circolazione prevista dal trattato di Schengen, questo è un problema europeo» chiosa il Professore. Non solo dei paesi del Mediterraneo. |
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