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attualità > rassegna stampaIl ministro e Illy: superare i CptFerrero: gli immigrati non dovrebbero più passare attraverso strutture di tipo carcerariodal Messaggero Veneto del 17 gennaio 200717 gennaio 2007Il titolare della Solidarietà sociale ieri a Trieste per la convention. Le conferme: entro febbraio la legge e la consulta. Il presidente: Gradisca diventi un centro di accoglienza per i rifugiati. I “disubbidienti” disertano. «Liberi di farlo» In un volantino i no-global denunciano le ipocrisie sui centri di permanenza. Botta e risposta con Galan: «Pronto ad ascoltare il Veneto» «Provocatore, ci chieda scusa» Trieste. Non viene accolto l’invito al dialogo rivolto dal ministro Ferrero ai “disubbidienti” (con relativa arrabbiatura del governatore veneto Giancarlo Galan, e annullamento dell’assemblea pubblica prevista a Venezia). La presenza si limita a un minimo presidio con lo striscione «libertà di movimento, sequestriamo i lager», e a un volantinaggio in cui il governo di centrosinistra viene accusato di essersi attestato, con «complicità e omissioni» sulla linea scelta dal ministro Pisanu. «L’impostazione del governo attuale, pur sembrando confusa, nella sostanza è ipocrita e in linea rispetto al passato», recita il testo. Il responsabile della solidarietà sociale non fa una piega. «Decisione legittima, attuata in forma assolutamente civile. Per me era importante far sapere che ero pienamente disponibile e interessato all’incontro con loro», dice. Si dice, invece, sconcertato dalla reazione del governatore veneto Giancarlo Galan. «Ho solamente detto che mi mettevo in posizione di ascolto nei confronti di tutti, in particolare di quelli che mi contestavano più pesantemente. Si tratta di una delle regole della democrazia. La Dc è stata capace di ascoltare tutti, evidentemente Galan non si riconosce in questi percorsi», osserva. «Allo sgarbo istituzionale del presidente non intendo replicare con un altro sgarbo, presentandomi. Contatterò Galan per chiedergli di riconvocare l’assemblea, in modo che ci sia una sala adeguata a ricevere tutti coloro che vorranno venire, penso a inizio febbraio», conclude Paolo Ferrero. «Ricorderei anche che il Veneto è tra le regioni d’Italia che più debbono agli immigrati per quanto riguarda la produzione della loro ricchezza». Da Palazzo Balbi, Galan replica con durezza, definendo Ferrero «ministro inadeguato, provocatore, scorretto da più punti di vista», che «osa ancora insistere nel suo inqualificabile errore». «Lui ha cancellato le più elementari regole di comportamento istituzionale, e io ho cancellato la riunione», dice ancora il governatore del Veneto. «La nostra è una regione modello per accoglienza e integrazione, a lui interessa solo recuperare il rapporto con le frange illegali e violente dei suoi “movimenti”. Ci chieda scusa, poi verificheremo se val la pena di riprendere il discorso». Infine, in margine alla sua visita a Trieste, il ministro alla Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, ieri ha toccato anche il tema delle pensioni. «È obbligatorio trovare una sintesi nel Governo», ha detto, e come sempre «la bussola su cui trovarla è quella del programma». Ferrero ha aggiunto che «mi risulta che abbiamo fatto la campagna elettorale pensandola tutti allo stesso modo sulle pensioni. Non mi risulta - ha detto Ferrero - che abbiamo raccolto molti voti nè noi nè i Ds, nè la Margherita, dicendo che avremmo aumentato l’età pensionabile». «Mi sembra - ha continuato il ministro - che li abbiamo raccolti dicendo che toglievamo lo scalone e che si aumentavano le pensioni minime. A me pare che questo hanno capito i nostri elettori. L’Unione - ha concluso - deve tener fede a quelli che sono gli impegni presi in campagna elettorale». |
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