attualità > rassegna stampa

Ferrero: «Il Cpt di Gradisca va superato»

Il ministro a Trieste concorda con il parere di Illy sulla struttura per i clandestini

da Il Piccolo di Trieste del 17 gennaio 2006

17 gennaio 2007

Trieste. «Condivido la posizione di Illy per quanto riguarda l’elemento di specificità della regione»: lo ha affermato il ministro per la solidarietà sociale, Paolo Ferrero, commentando le dichiarazioni del presidente del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, che ha rilevato, nel corso dell’assemblea sull’ immigrazione ieri a Trieste, l’inopportunità della presenza del Cpt di Gradisca (Gorizia) in una Regione con la storia e tradizioni di integrazione e vista anche la vicina presenza della Slovenia, ormai nell’Ue.
Ferrero, ricordando comunque di non avere competenza come ministro per la solidarietà sociale sui Cpt, ha comunque auspicato che «nel giro del prossimo anno, in tempo ragionevole per la politica, si possa superare questa situazione». Secondo il ministro «Illy ha fatto un ragionamento molto serio nel dire che, aldilà di una discussione che ci vede discordi sul piano generale, la presenza qui di un Cpt non è proprio il caso».
Ferrero ha poi aggiunto che la piena operatività della nuova consulta per l’ immigrazione c’ è, e ha bisogno ancora di un mese circa. Nel corso del suo discorso al forum, cuyi ha partecipato anche l’assessore Roberto Antonaz - che ha visto una numerosa presenza delle associazioni operanti sul territorio le quali hanno illustrato le loro proposte - Ferrero ha poi sottolineato che «bisogna considerare le diversità come una ricchezza e non come un pericolo ». A suo avviso «non abbiamo paura tanto degli immigrati, quanto del futuro. Noi non dobbiamo soltanto riscrivere le norme che regolano l’ immigrazione, ma - ha continuato - dobbiamo interrogarci su quella che si può definire una nuova ’biografia della nazione».



Tommasini: «Il governo pensa di chiudere i Cpt»
L’annuncio del sindaco: «Il ministro ha pronta una nuova legge sugli stranieri»
Il primo cittadino gradiscano ha incontrato a Trieste Ferrero al quale ha espresso le contrarietà della comunità locale.
Dati confortanti della commissione ispettiva che ha visitato la struttura: gli ospiti godono di un ottimo trattamento


Gradisca. La chiusura del Cpt e la non apertura del Cid (centro di identificazione) per richiedenti asilo. Sono le richieste che il sindaco di Gradisca Tommasini ha personalmente formalizzato ieri al ministro Paolo Ferrero nel corso della tappa regionale del tour che il responsabile per la Solidarietà sociale del governo Prodi sta svolgendo in tutta la Penisola sulle problematiche dell’immigrazione. Esplode dunque in tutta la sua complessità la vicenda riguardante il Centro di identificazione, che aggiungerebbe alla struttura di permanenza temporanea per clandestini da 250 posti, inaugurata in marzo, una seconda destinata a un massimo di 150 immigrati in attesa di ottenere asilo politico. Andasse in porto il progetto, l’ex caserma Polonio diverrebbe per dimensioni il più grande polo italiano nel controllo dell’immigrazione.
Il primo cittadino ha manifestato pertanto non solo la storica contrarietà del territorio all’istituto del Cpt, ma anche e soprattutto ha esternato «seria preoccupazione» per la realizzazione del secondo centro, i cui lavori sarebbero peraltro già in fase piuttosto avanzata. Da parte del ministro è giunta la rassicurazione che per il governo rimane fondamentale una revisione del fenomeno attraverso la nuova legge sull’immigrazione: «Ritengo che le persone debbano essere identificate in una situazione che non sia quella di un Cpt, che nei fatti è un carcere, e cioè in condizioni molto più civili di solidarietà. Se sono in carcere vanno identificate in carcere, se vengono fermate devono essere identificate in situazioni che non siano quelle dei centri. A febbraio, unitamente al ministro degli Interni, possiamo arrivare alla presentazione della nuova legge sull’immigrazione» ha affermato Ferrero.
Parole che secondo Tommasini potrebbero far supporre a un superamento dell’esistenza dei Cpt e per quelli esistenti una sorta di revisione delle funzioni. Ventata di ottimismo quindi per Gradisca. «Ho ribadito al ministro - ha spiegato Tommasini - le ragioni del nostro dissenso al Cpt. Al contempo ho espresso tutta la perplessità di questa amministrazione per il ventilato Cid. E inoltre un piccolo centro come Gradisca non ha né le dimensioni, né le strutture, né la preparazione per far fronte all’impatto con una simile realtà».
Il ministro Ferrero ha raccolto le riflessioni di Tommasini, precisando come il primo passo del governo sarà quello di raccogliere le indicazioni della Commissione ministeriale che nei mesi scorsi ha visitato i Cpt italiani. La relazione della commissione dovrebbe essere presentata al parlamento fra poche settimane. Stando alle indiscrezioni che iniziano a filtrare da più parti, il Cpt gradiscano sarebbe comunque ai primissimi posti quanto a funzionalità e qualità del trattamento degli ospiti, fermo restando una certa perplessità, anticipata dallo stesso presidente della commissione del Viminale Staffan de Mistura, per la sua eccessiva conformazione carceraria. l.m.