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attualità > rassegna stampaFlussi 2006 - Il maxi esodo (e ritorno) costa 730 milioni di euroTra spese di viaggio e stipendi persi da 370mila extracomunitari.da Il Sole 24 Ore del 22 gennaio 200722 gennaio 2007“Tassa” a carico degli immigrati mentre i datori cercano sostituti.
Né gli immigrati, né i datori di lavoro la vogliono. Ma per i 370mila stranieri del decreto flussi 2006 è in arrivo una pesante “tassa di viaggio”: per l’esattezza 140 milioni di euro in spese di viaggio e 590 milioni in mancati stipendi percepiti. Costo totale dell’operazione, secondo i calcoli del Sole 24 Ore, 730 milioni. E senza contare gli eventuali altri esborsi legati al rientro in Patria e ritorno. Il “salasso” è dovuto all’applicazione letterale della legge: in base alla Bossi Fini, anche il decreto flussi 2006 prevede che gli stranieri chiamati a lavorare in Italia possano ottenere il visto d’ingresso solo attraverso una consegna diretta del documento, nelle sedi diplomatiche italiane nel loro Paese. Quindi, nonostante la maggioranza di loro vive e lavora in Italia da anni (secondo ammissione dello stesso ministro per la Solidarietà sociale, Paolo Ferrero) tutti devono tornare nello Stato di provenienza, presentarsi agli sportelli delle ambasciate italiane e ritirare il visto. L’”esodo” è un problema anche per i datori di lavoro, costretti a rimanere senza personale specializzato e di fiducia, obbligati a trovare sostituti di fortuna. Superata la frontiera però, i problemi continuano: le ambasciate italiane all’estero stanno per subire un vero e proprio assedio di immigrati; nei guai si troveranno presto l’ambascaita di Casablanca, Marocco (52.286 cittadini pronti a sbarcare); di Kiev, Ucraina (38.086 richiedenti); e le sedi diplomatiche rumene che, nonostante l’ingresso nell’UE di Bucarest, dovranno comunque sopportare i 37.017 cittadini moldavi di ritorno (diretti in Romania visto che non esiste ambasciata italiana in Moldavia). “Stiamo correndo ai ripari – assicura Francesco Fransoni, consigliere responsabile per i visti del ministero degli esteri -.E’ già operativo il Centro di controllo per gli Sportelli unici, interfaccia tra sedi diplomatiche italiane all’estero, ministero dell’Interno e Sportelli unici di tutt’Italia. Compito del Centro, dosare l’arrivo di nulla-osta in ciascuna ambasciata italiana all’estero, in modo che quegli uffici non siano sommersi di pratiche e che gli stranieri possano partire solo quando il loro visto è effettivamente in lavorazione. Speriamo di riuscire presto a consegnare in giornata il visto, limitando la perdita di tempo a lavoratori e datori di lavoro”. Per lacuni Paesi si prospettano comunque tempi biblici; gli ultimi visti marocchini o ucraini saranno consegnati in estate, visto che la capacità di lavoro delle nostre ambasciate rimane comunque limitata. Il calcolo della “tassa di viaggio” è stato fatto ipotizzando che gli immigrati, spesso lontani da casa tanti anni, trascorreranno in patria in media due mesi ciascuno. Perdendo due mensilità di stipendio in Italia, quantificandone in circa 1.600 euro a testa. Per i biglietti aerei abbiamo scelto invece le tariffe di andata e ritorno più economiche (privilegiando i voli diretti, senza scali, preferiti dagli stranieri perché con meno rischi di controllo). Dove possibile abbiamo utilizzato le cosiddette “tariffe etniche”, concepite apposta per i migranti, perché consentono un bagaglio fino a 50 chili e una forbice tra andata e ritorno fino a sei mesi. Per alcuni Paesi vicini, invece, abbiamo utilizzato i prezzi dei traghetti.
In giro per il modno a caccia del “visto” per rientrare e lavorare in Italia Africa Maghreb Sud America Paesi fascia A Asia Sud Est Asiatico Ex Unione Sovietica Ucraina 220 euro A/R Area Adriatico Serbia e Montenegro, Bosnia, Macedonia, Albania traghetto+treno 150 euro A/R |
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