Bologna – Ambulatorio Sokos: medici di base per immigrati irregolari

Intervista ai medici Antonio Curti e Tommaso Zambelli

Domanda: In cosa consiste l’attività dell’associazione?

Risposta: Consiste nella la gestione dell’ambulatorio aperto sia ai migranti che alle persone emarginate per tre giorni a settimana: lunedì e mercoledì pomeriggio, e sabato mattina. La finalità della gestione dell’ambulatorio è che le associazioni come Sokos diventino i medici di base di chi non ha il permesso di soggiorno. Tramite il tesserino STP (Straniero Temporaneamente Presente) queste persone vengono introdotte in una sorta di anello di congiunzione tra una situazione di clandestinità – e quindi di assenza di tutela sanitaria – e una condizione di accesso al SSN (Servizio Sanitario Nazionale) tramite il tesserino, che permette di fare esami, acquistare farmaci, eccetera. Questa è l’attività principale che funge da interfaccia con associazioni e istituzioni bolognesi. Ci sono inoltre altre attività avviate circa un anno fa, da cui è iniziata anche l’esperienza dello Scalo Internazionale Migranti cioè l’attività dello sportello psichiatrico, dove settimanalmente vengono svolte sedute di psicoterapia fatta da tre psichiatri. Abbiamo altri progetti, ma l’attività dell’ambulatorio resta comunque il fulcro, anche se cerchiamo nuove strade per continuare a tutelare i diritti di chi non ne ha.

D: Sono tanti i cittadini stranieri che si rivolgono a voi? Riuscite a quantificare la vostra utenza?

R: In dieci anni di vita di Sokos sono venute circa 5000 persone. Negli ultimi tempi la presenza è andata ovviamente aumentando e generalmente ad ogni apertura dell’ambulatorio si presentano 30-40 persone.

D: Quanti sono i medici e gli operatori coinvolti nell’attività?

R: Il personale è composto da circa una ventina di persone, di cui una metà è composta da medici e l’altra da personale non medico che svolge attività di accoglienza e segreteria fuori e dentro l’ambulatorio.

D: Riuscite a dare informazioni in lingua italiana oppure dovete avvalervi di un servizio di intermediazione culturale?

R: Il problema della lingua ovviamente c’è, spesso riusciamo ad ovviare perché le persone che vengono all’ambulatorio portano con sé un traduttore. Ci è capitato di dover comunicare con i gesti. Per questo stiamo cercando di trovare un mediatore, operazione che richiederà un po’ di tempo per strutturare persone che riescano a mediare il problema linguistico. Sarà forse difficile trovarne uno per ogni luogo di provenienza, possiamo comunque individuare alcuni grossi gruppi come quello dell’Est, africano, dell’America Latina. In ogni caso sarebbe bene realizzare un coordinamento con altre realtà e associazioni per strutturare un lavoro di equipe.

D: Sokos è una realtà nazionale oppure è presente solo a Bologna?

R: Si tratta di una realtà bolognese, ma il tesserino per gli immigrati irregolari ci permette di lavorare è un’istituzione nazionale perché chi riceve il STP può farlo valere su tutto il territorio nazionale. E’ una garanzia rinnovabile perché si può rinnovare ogni sei mesi ed è anche una garanzia di continuità per chi si sposta poichè non è legato ad un territorio specifico.

D: Quindi il tesserino STP può essere richiesto da qualsiasi immigrato e garantisce l’accesso alla sanità di base?

R: Può essere richiesto solo da un immigrato irregolare dunque destinato a chi non ha il permesso di soggiorno e di conseguenza non ha diritto all’assistenza sanitaria. STP è l’acronimo di Straniero Temporaneamente Presente, vale a dire che per l’Istituzione Sanitaria ad una persona presente in Italia, ma senza garanzie, viene assicurato per sei mesi il diritto alla salute.

Il tesserino STP, viene rilasciato solo in presenza di un’indicazione medica, vale a dire che il cittadino straniero al momento della richiesta deve accusare problemi di salute o sintomi di malattia. Fortunatamente il rilascio di questo tesserino è pressoché immediato, e permette l’attivazione dei provvedimenti di copertura delle spese mediche a carico del SSN.
Al possessore di tesserino STP non viene però assegnato un medico curante e quindi non gli viene assicurato un reale accesso alle cure mediche. Il ruolo dei medici di Sokos è proprio quello di supplire a tale mancanza fungendo da medico di base per la prevenzione, il controllo, il monitoraggio, la profilassi eccetera.

D:L’attività di Sokos ha subito qualche trasformazione in seguito all’introduzione della legge Bossi Fini?

R: Dal punto di vista dell’attività ambulatoriale sì, dal punto di vista legale la legge attuale non modifica la precedente in materia di salute. Questa è una delle poche cose il cui carattere di positività è stato mantenuto dalla nuova legge. Sicuramente è molto cambiato tutto il contorno: in città sono aumentate le aree dismesse, gli insediamenti abitativi precari dove vivono persone in condizioni di disagio da tutti i punti di vista – non solo igienico-sanitario – e questo chiaramente si ripercuote sull’attività dell’ambulatorio perché arrivano persone con più difficoltà ad inserirsi e ad integrarsi a causa di una legge fondamentalmente repressiva che crea situazioni di disagio ed emarginazione.

Ambulatorio Sokos

Via de’castagnoli, 10 –
Tel 051 2750109;

Lunedi 16.30 – 19.00

Mercoledi 16.00 – 19.00

Sabato 9.00 – 11.00

Tutti i lunedi di agosto l’ambulatorio sara’ aperto dalle 19 alle 21 invece che dalle 16.30 alle 19.