Tratto dal sito del Progetto Atlante

Europa più ostile con i richiedenti asilo

Alla vigilia della Giornata mondiale Onu dei Rifugiati, fissata al 20 giugno, il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (Jrs) fa un bilancio delle sue attività in Europa nel 2002, definito “anno storico” per il Vecchio continente, in quanto “è stato raggiunto l’accordo per l’allargamento dell’Unione europea e l’ammissione di 10 Paesi candidati. Questo fatto influenza il tema dell’asilo – notano i gesuiti del Jrs – in quanto la legislazione sull’asilo in vigore in questi Paesi dovrà essere armonizzata con quella europea. I Paesi candidati all’ingresso stanno adottando misure per stringere i controlli alle frontiere e istituire centri di raccolta per coloro che attraversano i confini illegalmente”.

Lo scorso anno il clima generale nei confronti dei richiedenti asilo in Europa “si è fatto più ostile e la maggiore preoccupazione dei governi sembra essere quella di proteggersi a tutti i costi dalle migrazioni illegali, anche se questo comporta l’erosione del regime di protezione offerto a coloro che fuggono le persecuzioni – denuncia il Jrs – In tutti gli Stati membri dell’Ue le politiche dei singoli governi nei confronti dei richiedenti asilo stanno diventando più negative”. Nel 2003 l’Ue è impegnata nell’elaborazione di una “politica armonizzata” sulle procedure di asilo e sul tema dei requisiti necessari ad ottenere lo status di rifugiato.

La Commissione europea pubblicherà, inoltre, un documento sull’integrazione dei migranti e dei rifugiati nelle società europee. “Non è possibile limitare i beneficiari del nostro servizio ai soli rifugiati intesi in senso stretto – commenta il gesuita John Dardis, direttore del Jrs Europa – Infatti, molti di coloro che oggi i governi classificano come migranti possono essere di fatto compresi nel mandato del Jrs di servire i rifugiati. Essi sono ‘rifugiati de facto’, un termine usato nei documenti della Chiesa”.

Il Jrs insiste nel sottolineare l’importanza dell’opinione pubblica in Europa e promuove attività di informazione e sensibilizzazione sulla condizione dei rifugiati prendendo parte a dibattiti pubblici, programmi radio e TV e pubblicando articoli sulla stampa.