Tratto dal sito di Redattore sociale

Non strumentalizzare persone in fuga

Medici Senza Frontiere esprime viva preoccupazione per gli standard bassissimi di accoglienza riservati alle persone che, spesso in fuga da drammatici conflitti, giungono in Italia alla ricerca di protezione.

“L’articolo pubblicato dal “Corriere della Sera” in data 4 giugno 2003, a pagina 20, intitolato ‘Il turismo è a rischio, spostate i clandestini’ – afferma Msf – dimostra in tutta la sua tragicità il bassissimo livello di conoscenza dell’attuale governo riguardo il fenomeno degli sbarchi di persone nell’Italia meridionale. Il caso, riportato dal “Corriere della Sera”, della madre fuggita dalla Costa d’Avorio, Paese sconvolto da una tragica guerra civile, con il figlioletto di 20 giorni di vita sta a dimostrare la gravità della situazione in molte regioni del mondo.

Stesso discorso per i 90 somali sbarcati a Lampedusa nei giorni scorsi, anch’essi in fuga da un conflitto decennale ed inestricabile, in un Paese che non riesce ancora a darsi un governo stabile e langue stritolato dai signori della guerra”.
Medici Senza Frontiere considera “inaccettabili, oltre che lesive dei più elementari diritti umani riconosciuti dalla nostra Costituzione e dalle principali convenzioni internazionali sottoscritte dal nostro Paese e ratificate dal nostro Parlamento, le affermazioni di rappresentanti di partiti al governo, secondo cui ‘ancora oggi, a distanza di sei mesi dagli impegni presi, manca il decreto che coordina gli interventi contro gli sbarchi. Siamo di fronte a un’invasione’. Siamo preoccupati dal fatto che rappresentanti del governo possano anche solo pensare di utilizzare eventi drammatici come uno sbarco di persone per propaganda politica”.

Continua l’organizzazione: “E’ inaccettabile parlare di invasione, con un decreto flussi di cui si è persa notizia e con la stessa Coldiretti ad informare che quest’anno servono almeno 10.000 lavoratori stagionali in più del previsto per il completamento dei raccolti nell’Italia meridionale. Secondo il ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu, ‘i centri di accoglienza temporanea allestiti in Italia non bastano ancora’ (fonte: “Corriere della Sera”). Punto di vista opinabile, se è vero quanto recentemente scritto dall’agenzia d’informazione “Migra”, secondo cui, al momento, in Italia ci sono 14 CPT e la relazione fra costi e benefici è altamente questionabile. In questo senso il CPT di Modena ne fornisce un chiaro esempio. La costruzione del centro è costata allo Stato circa 11.300.000 euro e i costi di gestione annuali ammontano a circa 2.582.000 euro.

In un anno di funzionamento, il centro ha ospitato 157 persone, 34 delle quali sono state effettivamente rimpatriate, 65 sono state rilasciate e 27 sono fuggite dal centro”.
Conclude Msf: “L’azione di deterrenza nella quale il governo ha investito ingenti fondi non ha dato alcun risultato. Medici Senza Frontiere invita il governo a stanziare più fondi per l’accoglienza a favore di persone in fuga da persecuzioni, per restituire loro dignità e una nuova speranza di vita e a non strumentalizzare sbarchi di persone in fuga da tragedie umane come temi su cui fare propaganda politica”.