da http://www.lasicilia.it dell'1 novembre 2003

Cpt: rimosso il crocifisso, c’è la «sura» di Francesco di Mare

La sura al posto del crocifisso. I responsabili del Centro di permanenza temporanea di contrada «San Benedetto» già da tre mesi hanno provveduto a mettere a loro agio gli immigrati di religione islamica, togliendo di mezzo la croce con Cristo.
In sostituzione del simbolo della cristianità, chi assiste gli extracomunitari in transito nella città dei templi ha deciso di disegnare su una parete un versetto del corano, la sura appunto, nella quale s’inneggia ad Allah, considerato «grande e misericordioso». Così, nei momenti della giornata dedicati alla preghiera, i musulmani ospitati per 60 giorni nel Centro di permanenza momentanea agrigentino si inginocchiano ai piedi di questa immagine stampata sul muro e pregano con ancor più trasporto.
Una scelta che i responsabili del centro di permanenza temporanea della città dei templi hanno deciso di portare avanti molto tempo prima che in Italia scoppiasse il caso «Smith», dopo la sentenza anti-crocifisso nelle scuole e nei luoghi pubblici. Un caso che ad Agrigento offre una variabile a dir poco controcorrente.
Sottolinea Biagio Palumbo, responsabile della struttura d’assistenza per immigrati: «Ritengo che la nostra decisione di non mettere il crocifisso al muro, sostituendolo con un versetto del Corano possa essere presa ad esempio da chi in questo momento pensa solo alle polemiche e alle divisioni intereligiose. In una struttura in cui vivono per 60 giorno persone di credo islamico eravamo e siamo convinti che rispettare i loro simboli sia un gesto naturale. Abbiamo quindi incaricato un ragazzo egiziano di disegnare la sura e i risultati sono molti positivi. Con gli immigrati musulmani abbiamo deciso di rapportarci con grande attenzione, nel pieno rispetto delle loro esigenze, ottenendo in cambio grande gratitudine. Dal nostro Centro di permanenza temporanea – sottolinea il responsabile – penso possa uscire un esempio d’integrazione che molti altri dovrebbero seguire, anche perché all’esterno lo stesso ragazzo egiziano molto bravo nella pittura ha disegnato immagini di Padre Pio e San Francesco, a riprova della nostra volontà di rispettare e far convivere tutte le religioni del mondo» ha aggiunto Palumbo.

Di fotografare la sura piazzata al posto del crocifisso non se ne parla proprio, però, visto che nel Centro di permanenza agrigentino gli estranei non entrano senza autorizzazione del ministero dell’Interno.
Una foto che sarebbe servita a confermare come i simboli islamici e cattolici possano convivere, proprio nella struttura in cui gente di varia origine accomunata dalla disperazione si ritrova per pregare.