Tratto dal sito RomaOne.it

Diritto di asilo – Roma: occupata la Stazione Tiburtina

I manifestanti oggi hanno occupato per circa un’ora i cantieri della linea ferroviaria dell’alta velocita’ della stazione Tiburtina, accompagnati nella loro azione dimostrativa da Action migranti e da due centri sociali, Intifada e Strike.

I dimostranti hanno esposto uno striscione bianco con la scritta ”FS Tiburtina, Alta velocita’ bassa dignita’ ”: la protesta vuole trovare una soluzione per i 400 immigrati africani, provenienti dall’Eritrea, dall’Etiopia e dal Sudan che hanno chiesto lo status di rifugiati politici e che da oltre un anno occupano alcuni immobili dismessi delle Ferrovie all’interno del cantiere.
”Vogliamo che sia fatto un tavolo tra Ferrovie, Comune di Roma e occupanti perche’ sia realizzato un centro di accoglienza per i rifugiati africani”, ha detto uno dei ragazzi che sostava sui binari, qualificatosi come un componente della Carovana della pace nel V municipio che sta preparando la manifestazione per il prossimo 20 marzo.
I Disobbedienti, con i quali manifestano anche la Rete cittadina, Rifondazione comunista e varie associazioni, hanno messo un altro striscione su ponte Lanciani recante la frase: ”Fuori dalla guerra, ritiro delle truppe dall’Iraq e diritto di accoglienza per i rifugiati”.

I manifestanti hanno colloquiato anche con i dipendenti, spiegando loro che l’agitazione era ”volta anche a bloccare interventi speculativi da parte delle Ferrovie e ottenere per il quartiere compensazioni ai disagi provocati dai cantieri della Tav”. Poi – avendo avuto assicurazioni di una disponibilita’ da parte del Comune di Roma sul problema dei rifugiati ad aprire un tavolo tra assessorato alle Politiche Sociali, le ferrovie e la ‘rete sociale’ – hanno lasciato il cantiere.

”Aspettiamo una risposta dalle Ferrovie – hanno precisato gli occupanti – Se entro sette giorni non l’avremo siamo pronti a riprendere la mobilitazione, questa volta davanti alla direzione generale dell’azienda”. Nel vecchio capannone in disuso, che e’ stato soprannominato Hotel Africa, in piccole celle divise da pannelli di lamiera e compensato senza acqua, fogne ed elettricita’ vivono circa 300 tra sudanesi etiopi ed eritrei, in attesa dello status di rifugiati: ora temono che le ferrovie vogliano abbattere l’edificio. Recentemente c’e’ stato un incendio e hanno ricevuto la visita della portavoce italiana dell’alto commissariato Onu per i rifugiati, Laura Boldrini. La manifestazione si inserisce nella mobilitazione per la manifestazione del 20 marzo ”per ricordare che la guerra arriva anche nelle zone nascoste delle nostre metropoli, come allastazione Tiburtina, dove la lotta contro la guerra si incrocia con il diritto all’accoglienza per i migranti”.