da Diario on line del 3 marzo 2004

God Save NHS

Il sistema sanitario nazionale inglese (National Health Service, NHS) è l’ultimo approdo della polemica sull’immigrazione in Gran Bretagna. Stando a quanto scrive il quotidiano The Independent, la componente extracomunitaria impiegata a vario titolo nelle strutture sanitarie nazionali gioca un ruolo fondamentale nella vita e nel funzionamento di quella che è stata considerata una delle più apprezzate istituzioni pubbliche del mondo.

La risposta del quotidiano progressista è arrivata dopo che una parte della stampa conservatrice aveva alzato il tiro su stranieri e richiedenti asilo politico accusandoli di sfruttare la loro condizione per ottenere benefici nel trattamento sanitario, saltando addirittura le liste d’attesa.

A questa accusa si erano poi aggiunte le recenti proposte del ministro dell’Interno David Blunkett, fautore di una restrizione dei permessi di soggiorno per i cittadini provenienti dai paesi che entreranno a far parte dell’Unione europea.

Nel solo settore sanitario i dati del ministero dell’Interno parlano di un aumento del 27 per cento dei dipendenti stranieri, rispetto alle ultime rilevazioni del 1993. Gli impiegati di nazionalità straniera ricoprono inoltre tutti i ruoli previsti dall’organigramma sanitario: ci sono medici, infermieri, radiologi e una lunga serie di terapisti.

Come spesso accade, sono più pronti a lavorare in situazioni che il personale britannico considera svantaggiose, svolgendo mansioni che i loro omologhi inglesi tendono ad evitare.

Il Norton Middlesex University Hospital di Edmonton, a Nord di Londra, prosegue l’Independent, è un tipico esempio di come importanti strutture medico-sanitarie non riuscirebbero a svolgere al meglio il proprio lavoro senza il contributo di lavoratori extracomunitari: a tirare avanti la baracca sembra infatti che provvedano infermiere provenienti dal Ghana, medici pakistani e un management del delicato reparto di terapia intensiva in larga misura di origine indiana.

Anche l’associazione dei medici britannici ha preso una netta posizione al riguardo: “Gli stranieri giocano un ruolo vitale. La formazione di personale specializzato richiede tempi lunghissimi e se il governo decide di diminuire i fondi per il reclutamento e la formazione degli staff medici, i risultati si vedranno tra dieci anni o quindici anni”.

Un altro aspetto che confermerebbe la posizione assunta dall’associazione dei medici è offerta, indirettamente, dal comportamento delle agenzie provate di reclutamento. Comportamento che non ha tenuto conto delle misure anti-terrorismo varate dalle autorità politiche all’indomani dell’11 settembre: 15 dei 25 paesi da cui proviene la maggior parte del personale sanitario straniero impiegato in Gran Bretagna sono infatti sulla lista nera del governo. God Save the NHS.