A cura di Elisabetta Ferri, Ciac onlus Parma

Parma – Rete italiana in supporto alle vittime di tortura

Relazione su due anni di esperienza della rete di Parma

Il network
Il progetto Rete italiana in supporto alle vittime di tortura attivo nel biennio 2002-2003 e coordinato da ICS, Consorzio italiano solidarietà, è stato realizzato in diverse città italiane, prevalentemente città di frontiera, ma non solo, in rete tra loro.
La Rete nasce per rispondere alle richieste poste nel territorio italiano da un numero sempre crescente di richiedenti asilo che fanno domanda di protezione in territorio italiano e, inoltre, per fornire competenze adeguate a chi, in primo luogo medici e psicologi, deve affrontare il rapporto con persone vittime di tortura, quali, in alcuni casi, sono i rifugiati e richiedenti asilo, in particolare provenienti da alcune aree di conflitto o nelle quali la tortura viene utilizzata sistematicamente contro gli oppositori politici.
Numerosi i partner nazionali:
Ambasciata Democrazia Locale Zavidovici, Brescia; Associazione Franz Fanon, Torino; Finis Terrae onlus, Bari; ICS Trieste; Istituto San Gallicano, I.R.C.C.S., Roma ; Fondazione Cecchini Pace/Istituto transculturale per la salute, Milano; NAGA, Milano; Rete territoriale di Parma (Provincia di Parma Assessorato Sanità e Servizi Sociali/CIAC onlus/AUSL Spazio Salute Immigrati, Comune di Sala Baganza), Parma; Società Italiana di Psichiatria, Bari; UIKI onlus, Roma ; Wake up stand Up refugees, Milano.

Nei due anni passati la Rete italiana ha realizzato un’attività di monitoraggio di persone vittime di tortura, con la finalità di conoscerne la rilevanza numerica tra le persone richiedenti asilo in Italia e di progettare e realizzare attività di supporto, quali: accoglienza, sostegno, riabilitazione medica e psicologica. L’attività di monitoraggio ha interessato specificamente tre aree: i centri per richiedenti asilo in Puglia e due grandi centri urbani, Milano e Roma.
Oltre all’attività di monitoraggio sono stati realizzati corsi di formazione e seminari di approfondimento in alcune città italiane, per operatori di centri di accoglienza, medici e psicologi, finalizzati a fornire competenze specifiche capaci di far emergere e affrontare la complessa problematica delle vittime di tortura. L’attività di formazione è stata condotta, in particolare, da membri dell’Associazione Franz Fanon, del NAGA, di Psichiatria alla frontiera di Bari e dell’Istituto San Gallicano.
Obiettivo del progetto è stato, inoltre, quello di realizzare attività di sensibilizzazione sui territori attraverso incontri pubblici e interventi sulla stampa.
Un ulteriore obiettivo del progetto è stato quello di realizzare un’attività di ricerca sul percorso delle vittime di tortura in Italia, che è stata condotta e coordinata dai ricercatori dell’Istituto Transculturale per la salute/Fondazione Cecchini Pace, dall’Istituto San Gallicano e dall’Associazione Franz Fanon .
Finalità importante del progetto è stata quella di realizzare percorsi di accoglienza e presa a carico medica che ha interessato tre realtà territoriali: ADL di Brescia, ICS di Trieste e Rete di Parma).

La rete di Parma
La rete di Parma, costituita da CIAC onlus, Provincia di Parma, AUSL e Comune di Sala Baganza (Comune capofila con i Comuni di Traversatolo, Collecchio, Felino, Langhirano e Montechiarugolo) ha operato all’interno del progetto con alcune peculiarità e con molti punti di continuità rispetto agli altri partner nazionali.

– Accoglienza e beneficiari
Il progetto ha permesso di fornire un’accoglienza strutturata a 9 persone, per lo più segnalate da altri nodi della rete come vittime di tortura con necessità di sostegno per i bisogni quotidiani e di una riabilitazione medica.
Le persone accolte sono tutte di sesso maschile, di età compresa tra i 44 e i 25 anni, prevalentemente curdi di nazionalità turca (sei persone, delle quali una già riconosciuta rifugiata), un tunisino perseguitato per motivi politici, un cittadino del Togo perseguitato per motivi politici, un cittadino del Congo Brazzeville perseguitato per motivi politici.
Le persone inserite nel progetto di riabilitazione hanno innanzi tutto potuto avvalersi dell’accoglienza abitativa presso due differenti strutture: un appartamento messo a disposizione dal Comune di Sala Baganza e alcune stanze della Comunità parrocchiale di Santa Cristina, promotrice di un altro progetto in collaborazione col CIAC, Una Chiesa per l’asilo.
– Inserimento lavorativo
Nel secondo anno di attività del progetto è stato possibile attivare una borsa lavoro part time per quasi tutti i richiedenti asilo accolti. E’ opportuno, infatti, ricordare che le persone che sono in possesso di permesso di soggiorno per richiesta di asilo non possono svolgere un’attività lavorativa.
Il Comune di Sala Baganza ha provveduto all’attivazione delle borse lavoro sul piano burocratico, alla copertura assicurativa e alla ricerca di opportunità lavorative, mettendo a disposizione del progetto due funzionari referenti del progetto.
Un’attenzione particolare è stata data a due aspetti per la selezione dell’attività lavorativa all’interno della borsa lavoro: l’aspetto formativo e la possibilità di creare momenti di incontro tra i richiedenti e gli abitanti del Comune dove essi risiedono, per favorire l’integrazione.
– Tutela sanitaria
La collaborazione con l’azienda AUSL ha permesso al gruppo di lavoro del progetto di avere competenze puntuali e specifiche per gli aspetti sanitari alle quali fare riferimento.
Grazie ad una circolare ministeriale che prevede l’esenzione dal ticket per i richiedenti asilo e i rifugiati, infatti, è possibile per le persone che rientrano in queste categorie effettuare esami di accertamento e usufruire di cure adeguate presso l’Azienda Sanitaria e presso l’Azienda Ospedaliera, ma la partecipazione diretta della AUSL al progetto, e in particolare dello Spazio Salute Immigrati, ha reso possibile la presa in carico e la costruzione di un percorso di riabilitazione personale e continuamente verificato. Questo è stato possibile grazie alla presenza di un equipe medica dotata di una formazione specifica rispetto alle vittime di tortura e con la funzione di individuare e gestire il percorso di cura e riabilitazione e affiancando e coordinando l’attività dell’operatore sociale; grazie alla possibilità di disporre, inoltre, di mediatori linguistico-culturali; grazie al personale sanitario per la gestione degli appuntamenti e, non da un ultimo, di un luogo fisico, facilmente raggiungibile che è diventato per i beneficiari del progetto un punto di riferimento al quale rivolgersi per problemi sanitari.
La responsabile dello Spazio Salute Immigrati, Dott.ssa Adele Tonini, può inoltre redigere una relazione sanitaria, basata sui referti medici che diagnosticano traumi che possono essere riconducibili a torture; relazione che, al momento della convocazione a Roma, può rivelarsi molto utile ai fini dell’ottenimento dello status di rifugiato.

– Tutela giuridica e sociale
CIAC onlus ha messo a disposizione le competenze giuridiche e legali necessarie per l’orientamento e la tutela dei diritti delle persone che si recano in Italia per chiedere protezione (richiesta di asilo, ottenimento e rinnovo del permesso di soggiorno e predisposizione della documentazione sociale utile a sostenere le richieste di riconoscimento, richiesta di erogazione del contributo di prima accoglienza), intervenendo presso la Questura di Parma, con le Questure di altre città qualora i richiedenti abbiamo chiesto lo status in una città diversa da Parma, Prefettura, Commissione Centrale di Roma.
CIAC, inoltre, oltre a costituire un luogo di riferimento per i beneficiari del progetto ed avere funzione di coordinamento tra i diversi partners istituzionali, si è incaricato di gestire i bisogni di tipo assistenziale delle persone accolte: quali il rifornimento di viveri, grazie anche all’accreditamento presso Banco Alimentare, l’acquisto di farmaci, l’abbonamento ai mezzi di trasporto pubblici, oltre che, naturalmente, alla verifica periodica della situazione abitativa, al monitoraggio delle borse lavoro (in equipe con i funzionari del Comune di Sala Baganza) e alla valutazione del percorso di tutela sanitaria (con lo Spazio Salute Immigrati).

– Iniziative realizzate
La rete di Parma ha promosso, inoltre, alcune iniziative rivolte alla cittadinanza, come nel dicembre del 2003 la realizzazione a Fidenza dello spettacolo teatrale dell’Hidden Theatre di Volterra Dinieghi, spettacolo-inchiesta che mette in scena le storie vere di fuga, torture e attesa dello status, che, per alcuni membri della compagnia, è diventato un diniego, con conseguente espulsione e rientro nel proprio paese. Lo spettacolo, inserito nella campagna “Diritto di asilo, una questione di civiltà”, promossa da Amnesty International, ICS e Medici Senza Frontiera per ricordare che in Italia ancora manca una legge organica sul diritto di asilo, è stato realizzato alla mattina per alcune classi di istituti di Fidenza e alla sera per la cittadinanza.
Nel luglio 2003, durante lo svolgimento della Festa Multiculturale di Collecchio, è stata realizzata una serata sul dramma della persecuzione e della tortura, che ha visto come relatori due ospiti del progetto Rete italiana in supporto alle vittime di tortura, che hanno raccontato la loro esperienza e la storia dei loro paesi, Kurdistan e Togo. L’anno precedete, sempre all’interno della festa, è stata realizzata una serata di presentazione della campagna biennale “Diritto di asilo, una questione di civiltà”, con Gianfranco Schiavone di ICS e Fabiola Conti di Amnesty Internationa e terminata con una testimonianza sulla tortura in Tunisia.
Infine, nell’ottobre del 2002, è stato realizzato un importante seminario di formazione, intitolato Contro la tortura, per operatori sanitari e sociali impegnati nella riabilitazione di vittime di tortura, durato due giorni e preceduto da un incontro di presentazione aperto al pubblico, che ha visto come relatori, tra gli altri, Gianfranco Schiavone, Roberto Beneduce (Ass. Franz Fanon), Elisabetta Noli (Amnesty International), Adele Tonini (AUSL Parma), Aldo Morrone (Istituto San Gallicano), Franca Moiraghi e Italo Siena (NAGA-HAR) e conclusosi con lo spettacolo Dinieghi.

Considerazioni conclusive
La partecipazione delle rete di Parma al progetto Rete italiana in supporto alle vittime di tortura è caratterizzata dalla collaborazione tra diversi enti, quali CIAC, Provincia di Parma, AUSL e Comune di Sala Baganza, collaborazione che ha permesso di strutturare un programma di intervento a più livelli, mirato ad alcune delle complesse problematiche che i richiedenti asilo si trovano ad affrontare, da quella giuridica a quella abitativa, dalla riabilitazione sanitaria all’integrazione nel tessuto sociale. Terminato il progetto, la conclusione che si può trarre dal punto di vista parziale e insieme privilegiato di chi vi ha collaborato è che ogni aspetto affrontato singolarmente, benché importante, porterebbe ad una soluzione parziale e insufficiente.
Le persone che sono state seguite con continuità nel progetto hanno manifestato, nella maggioranza dei casi, una progressiva diminuzione di richieste di cure sanitarie, dedicandosi invece all’apprendimento della lingua e al lavoro. Avere una casa, un aiuto nei rapporti con la Questura, avere accesso ai servizi sanitari e orientamento per poterne usufruire, sono fattori importanti ma l’inserimento lavorativo attraverso borse lavoro, nel corso del 2003, è stato determinante anche nel controllo di ansia e paure che spesso minano la vita delle vittime tortura incontrate.
Il lavoro si è dimostrato così non solo un modo per impegnare le altrimenti lunghe giornate, o per acquisire maggiore autonomia economica, non solo un importante momento di socializzazione, ma la possibilità di tornare a pensare al proprio futuro, e con esso alla propria vita. Di ricominciare a progettarli lontano dalla violenza.

Elisabetta Ferri, CIAC onlus, Parma