Venezia – Materiali del convegno “Nuovi cittadini in Europa, nuovi diritti nelle città”

Amministratori e giuristi a confronto per il riconoscimento del diritto al voto per i cittadini stranieri residenti

Sala Consiliare del Comune di Venezia

Il programma del convegno

1° parte
ore 10.00 – 13.00 Seminario

2° parte

ore 15.00 – 18.00 Tavola rotonda
– Rassegna stampa:
Il Gazzettino di Venezia del 17 aprile 2004

La Nuova di Venezia Mestre del 17 aprile 2004
Il Corriere del Veneto del 17 aprile 2004
Carta europea dei diritti dell’uomo nella città
Mozione per il diritto di voto ai cittadini immigrati del Comune di Genova
Diritto di voto – I Comuni possono usufruire della legge ordinaria. Intervista a Vittorio Angiolini, docente alla Università statale di Milano
Lo speciale di approfondimento curato dalla redazione di Melting Pot con un’intervista all’Assessore Giuseppe Caccia
Mogliano (TV) – Il Comune dove votano i cittadini immigrati
Archivio tematico Diritto di voto

I “nuovi cittadini” di Venezia sono ormai più di diecimila: migranti residenti nel nostro Comune, donne e uomini che vivono e lavorano in città, bambine e bambini che ne frequentano le scuole, persone che ne abitano le case, ne attraversano strade e piazze.

In questi anni, il Comune di Venezia si è impegnato per garantire al maggior numero possibile di essi una prima accoglienza, l’accesso ai servizi pubblici, percorsi di pieno inserimento sociale, abitativo e lavorativo. Abbiamo operato affinché nessuno si sentisse o fosse più considerato un “lavoratore ospite”, ma cittadino a pieno titolo, portatore di diritti e di doveri nei confronti della comunità in cui vive.

Sono perciò maturi i tempi in cui anche ai “nuovi cittadini” sia riconosciuta la possibilità di partecipare direttamente alla vita politico-amministrativa della città. Il Comune di Venezia intende assicurare il diritto all’elettorato attivo e passivo ai cittadini stranieri residenti.

Come si colloca questa prospettiva nel contesto europeo e italiano? Come raggiungere questo obiettivo? Con quali strumenti normativi? Attraverso quale iniziativa politica delle città? Per rispondere a questi interrogativi, abbiamo invitato al confronto alcune tra le voci più qualificate e autorevoli del dibattito giuridico e i Sindaci delle città che hanno deciso di iniziare, insieme a noi, un percorso verso nuovi diritti di cittadinanza.

Durante la mattinata – coordinata da Gianfranco Bonesso, Servizio Immigrazione del Comune di Venezia – si sono confrontati avvocati, giuristi, magistrati con l’obiettivo di approfondire tutte le questioni che riguardano la possibilità di assicurare i diritti civili e politici ai migranti nuovi cittadini, a partire dagli statuti comunali quindi a partire da strumenti di autonomia e autogoverno degli enti locali.
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Mara Rumiz, Presidente del Consiglio Comunale di Venezia, ha introdotto il convegno sottolineando che molti trattano il tema del diritto di voto più che per demagogia e propaganda che per volontà effettiva di trovare una soluzione reale. “Visto che chi ha la competenza di farlo – nella riforma del Titolo 5° lo Stato ha volto riservare per se stesso la materia elettorale – lo Stato nulla ha fatto, nulla ha prodotto finora”.
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La prima relazione, dal titolo Verso nuovi diritti di cittadinanza, è stata curata dal Dott. Giovanni Palombarini, magistrato. Nella periodo della globalizzazione si deve affrontare un nuovo concetto di cittadinanza – che ha avuto a lungo un significato altamente positivo – se riferito solo a una condizione della persona. Oggi se tradizionalmente inteso questo concetto assume di fatto significati contrari a quelli antichi. Significati di esclusione.
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Il Prof. Marco Coniberti, docente alla facoltà di giurisprudenza della facoltà di Milano, ha curato la seconda relazione dal titolo Il diritto al voto: profili costituzionali e autonomie locali.
Nel parlamento italiano pendono oggi diverse proposte di modifica costituzionale che prendono le mosse da una stessa identica premessa che dal punto di vista giuridico è infondata. Inoltre queste proposte sono restrittive attraverso le condizioni poste. Gli art. 48 e 51 della Costituzione consentono ampi margini di manovra per consentire l’introduzione delle materia di diritto di voto per i cittadini stranieri alle amministrazioni locali.
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La Prof. Adriana Vigneri, docente di Diritto Amministrativo, Università Ca’ Foscari di Venezia offre una riflessione sul quadro europeo e il legame tra il concetto di cittadinanza e la residenza con la relazione dal titolo Verso la cittadinanza di residenza: dalla Convenzione di Strasburgo alla Risoluzione del Parlamento, uno sguardo in Europa
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L’Avv. Marco Paggi, Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione, offre un quadro generale sulla nuova legge sull’immigrazione. Nel quadro normativo attuale è importante parlare del diritto di voto per sperare in una reale integrazione, per quanto ambiguo possa sembrare questo temine.
Attraverso la relazione dal titolo La Legge Bossi Fini e i diritti dei migranti: un primo bilancio emerge un quadro di restringimento generale dei diritti per i nuovi cittadini.
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Qual è Il rapporto tra diritti economico-sociali e diritti civili- politici? Questo argomento è trattato dall’Avv. Aurora D’Agostino, consulente del Servizio Immigrazione del Comune di Venezia e membro Asgi. C’è la necessità di generalizzare i diritti in un’era di mercato globale come quella in cui stiamo vivendo. Oggi quando parliamo di diritti non parliamo solo di quelli garantiti costituzionalmente ma di diritti concreti, nuovi, non codificati, per esempio il diritto alla casa.
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L’ultima relazione, dal titolo La Carta europea dei diritti dell’uomo nella Città come strumento per il superamento delle discriminazioni è curata dall’Avv. Angelo Pozzan, Difensore Civico del Comune di Venezia. La Carta è stata sottoscritta nel 98′ a Barcellona tra i sindaci di tre città, Saint Denis, Barcellona e Venezia alla quale successivamente hanno aderito moltissime altre città.
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Conclude la prima parte del convegno Gianfranco Bettin, prosindaco di Mestre. Nel suo intervento il prosindaco ha ribadito la volontà dell’amministrazione comunale di riconoscere la pienezza dei diritti dei residenti indipendentemente dalla loro origine e lo intende come garanzia della possibilità di poter fruire dei diritti sostanziali. Ridisegnare le città con la pienezza del contributo di tutti.
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