da Il Gazzettino di Venezia del 17 aprile 2004

Voto agli immigrati, un sì corale

I sindaci dell'Anci preparano un ricorso contro la circolare del Ministero dell'Interno

di Daniele Ghio

Venezia – I Comuni dell’Anci sono uniti contro la circolare del ministero dell’interno che frena le amministrazioni sul voto agli immigrati e si preparano ad opporsi per vie legali. «Va rimosso l’ostacolo della circolare ministeriale – afferma l’assessore alle Politiche sociali Beppe Caccia – Si vuole impedire ai Comuni di decidere liberamente nei limiti dell’autogoverno sul diritto al voto agli immigrati . Impugneremo il provvedimento per smontare un atto di intimidazione politica e consentire alle amministrazioni di muoversi nell’orizzonte dell’elettorato attivo/passivo».

Se oggi, sottolinea ancora Caccia, in oltre diecimila, i “nuovi cittadini” – migranti residenti, donne e uomini che vivono e lavorano in città, bambini che frequentano le scuole, persone che abitano le case – costituiscono poco più del quattro per cento della popolazione veneziana, è evidente che in prospettiva la loro presenza aumenterà considerevolmente: di qui l’esigenza e l’interesse di tutti, veneziani e immigrati , di compiere ogni sforzo per giungere al più presto all’integrazione, anche per scongiurare i rischi dell’assestarsi di comunità separate.

«Il voto agli immigrati regolari è uno degli elementi della strategia dell’integrazione, dobbiamo evitare la creazione di una società di tanti apartheid che non saremo più in grado di controllare – spiega il sindaco Paolo Costa -. Possiamo intervenire oggi partendo dal comune denominatore dei diritti umani per costruire la nuova società del 2000 e non avere a livello locale dei corpi separati. Come sindaco ho il dovere di ascoltare tutti i cittadini residenti, anche quelli che vivono, studiano o insegnano per diversi anni a Venezia. La partecipazione alla vita attiva andrebbe allargata anche agli studenti e ai docenti universitari che normalmente risiedono una decina d’anni in città». Le leggi sul diritto di voto sono però di competenza statale e pertanto Costa, come numerosi altri sindaci, intende muoversi su quattro piste: la costituzione di una Consulta di nuovi cittadini, aperta a tutti i residenti con un rapporto stabile con la città; la partecipazione ai referendum comunali; l’elezione, già dal 2005, di uno o più consiglieri aggiunti in consiglio comunale, con diritto di parola e il diritto di elettorato attivo/passivo per Consigli di quartiere e Municipalità, in cui gli eletti avranno sempre diritto di parola e di esprimere pareri.

«È volontà dei sindaci italiani di dare il voto ai propri cittadini immigrati e l’Anci – spiega il sindaco di Ancona e presidente della Consulta Anci per l’immigrazione – intende promuovere un confronto con il governo e i gruppi parlamentari per arrivare all’emanazione di una legge ordinaria, senza modificare troppo la costituzione, così come si vuole presentare nei Comuni una mozione di indirizzo per richiedere al Parlamento di poter essere presenti sulla tematica e poter dare risposte concrete».