Servizio immigrazione e promozione dei diritti di cittadinanza (Venezia)

Venezia – Via libera al progetto per accelerare le pratiche di ricongiungimento familiare

A cura di Rosanna Marcato

Il Consiglio Territoriale dell’Immigrazione della Provincia di Venezia nella seduta del 21 maggio ha approvato un progetto di intervento istituzionale congiunto (Prefettura, Questura, Provincia, Comune di Venezia, di Dolo, di Mira e parti sociali) per superare almeno in parte la situazione di profondo disagio degli immigrati che attendono mesi, a volte più di un anno per espletare pratiche relative ai permessi di soggiorno. La situazione degli uffici di Polizia che si occupano di immigrazione, già difficile da sempre, si è aggravata a seguito dello spropositato aumento dei carichi di lavoro provocati dalle procedure di regolarizzazione.
Tali procedure che hanno riguardato circa 9.000 cittadini extracomunitari e la brevità dei termini di validità dei permessi di soggiorno rilasciati, sancita legislativamente dalla Bossi/Fini, hanno provocato gravissime difficoltà senza “che si siano verificati adeguati cambiamenti sia nelle procedure che nelle risorse umane e tecniche disponibili”.

Numerose sono state le proteste degli immigrati, delle associazioni, degli enti o istituzioni, delle categorie produttive sfociate in diversi interventi di protesta sia sulla stampa che con manifestazioni pubbliche.

Stante questa situazione la stessa Questura ha manifestato, nell’ambito del Consiglio Territoriale per l’Immigrazione, l’esigenza di una cooperazione istituzionale finalizzata ad agevolare la soluzione dei problemi evidenziati. Si è così costituito un gruppo di lavoro ristretto per articolare una serie di proposte operative “che possano contribuire con un intervento congiunto alla semplificazione delle procedure e alla riduzione dei tempi di procedimento attraverso l’organizzazione di una rete di coordinamento, valorizzando la collaborazione degli Enti Locali e delle parti sociali (sindacati), tenuto anche conto dei positivi risultati ottenuti con il coinvolgimento degli stessi nella procedura di regolarizzazione dei lavoratori stranieri per la quale si era attivata una rete coordinata di lavoro”.
Il progetto, che tenta in qualche modo di superare un momento di emergenza, viene messo in atto da attori istituzionali con la consapevolezza dei limiti ma anche con la speranza che questo lavoro comune possa portare ad un migliore servizio per i cittadini immigrati e ponga le basi per un obbiettivo più di lungo periodo che guarda alla realizzazione di” un sistema informatizzato di gestione delle procedure che preveda l’istituzione presso i Comuni maggiormente rappresentativi di appositi centri che fisseranno direttamente l’appuntamento presso la Questura dopo aver verificato la completezza e correttezza della pratica”.
Nella attuale fase di emergenza si è intanto convenuto di sperimentare in via temporanea per un periodo da giugno a dicembre un modello di collaborazione che farà capo al coordinamento della Prefettura di Venezia e che si articolerà in due interventi.

. Il primo vedrà l’attivazione di un centralino informativo (call center) che dovrà fornire risposte precise ed adeguate agli interlocutori nelle fasce orarie individuate.Il servizio verrò espletato da operatori formati, appartenenti al Comune di Venezia,al Comune di Dolo e di altri sette Comuni della Riviera del Brenta e dei Sindacati ( a livello decentrato sul territorio della provincia di Venezia).

. Il secondo intervento prevede l’ “abbattimento delle liste d’attesa sui ricongiungimenti familiari tramite la costituzione di un ufficio congiunto con operatori della prefettura e dei comuni già citati che, “a partire dalla lista di attesa trasmessa dalla Questura alla Prefettura fissano appuntamenti individualizzati per procedere alla verifica della documentazione necessaria per ottenere il ricongiungimento familiare secondo una modulistica congiuntamente concordata”.Le pratiche completate verranno vistate e riconsegnate dalla Prefettura alla Questura che rilascerà all’interessato il nullaosta. Il coordinamento dell’attività svolta sarà assicurato dalla Prefettura.. Se la sperimentazione avrà un esito positivo la previsione è di poter abbattere la lista d’attesa entro dicembre 2004. Nell’ambito delle azioni finalizzate ad un miglior coordinamento tra le istituzioni e tra queste e i cittadini stranieri si prevede inoltre la realizzazione da parte della Questura di un vademecum con una precisa e dettagliata spiegazione della normativa e delle procedure amministrative in materia di permessi di soggiorno e per ogni specifica esigenza.
Il progetto ha cercato di dare forma e attuazione alla cooperazione istituzionale finalizzata, ai sensi dell’art.42 del decreto legislativo 25.luglio 1998 n.286, a migliorare e abbattere gli ostacoli burocratici che impediscono l’effettivo esercizio di diritti e doveri e ai compiti demandati alla prefettura ai sensi del D:P:R: 17.05.2001,n.287. (funzioni del Consiglio Territoriale per l’immigrazione)

E’ proprio partendo da questi assunti – ma senza dimenticare che la criticità dell’attuale momento è dovuta proprio alle modifiche peggiorative apportate dalla legge sull’immigrazione, modifiche che hanno complicato la vita degli immigrati ma anche quella di chi, per Ufficio, deve rispondere delle procedure – che il Comune di Venezia ha aderito e lavorato alla definizione del progetto gettando uno sguardo oltre il presente per costruire piccoli processi innovativi che consentano di sperimentare nuove modalità di lavoro al fine di erogare servizi compatibili con le necessità della vita delle persone immigrate.